Inter, quota di controllo in pegno ad Alibaba. Suning: “Normale accordo d’affari, zero impatti”

Il capitale della holding di famiglia, e dunque il controllo dell’Inter, è ora parcheggiato presso Taobao, controllata di Alibaba

di Gianni Pampinella
l'azienda proprietaria dell'inter lavora per aumentare i campi d'azione

L’Inter in pegno a Jack Ma, il fondatore di Alibaba. È quanto riporta oggi il Corriere della Sera, anche se la storia è più complessa e comincia il 4 dicembre scorso. Notizia che, per altro, Fcinter1908 ha dato per prima lo scorso 10 dicembre (leggi qui).

“Quel giorno i due Zhang più la loro società Nanjing Runxian sono seduti da una parte del tavolo mentre dall’altra ci sono i rappresentanti della Taobao (China) Software co, l’ eBay cinese. I primi mettono sul piatto il 100% del capitale della cassaforte di famiglia Suning Holdings Group (SHG): 51mila azioni Jindong Zhang, 39mila il figlio e 10mila azioni Runxian, per un valore nominale complessivo di 1 miliardo di yuan pari a circa 130 milioni di euro. Quale sia la contropartita (liquidità?) è tuttora un mistero.

IL COMMENTO DI SUNING

 «Il pegno azionario dicono dal gruppo di Nanchino è un normale accordo d’affari che non ha alcun impatto sullo sviluppo commerciale e sulla consueta attività di Suning.com».

“Ma il valore di mercato degli asset familiari è presumibilmente di gran lunga più elevato del nominale. Il patron del gruppo mette sul piatto, in aggiunta al resto, anche le sue 65mila azioni di Suning Real Estate. SHG, dove è concentrato questo portafoglio di famiglia, Inter compresa (il pegno riguarda perciò la quota di controllo a monte del club nerazzurro), fa parte di un’articolazione societaria parallela e sostanzialmente separata rispetto a Suning.com, la società quotata con 35 miliardi di euro di ricavi e oltre 8mila negozi di materiale elettrico in gestione”, spiega il quotidiano.

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“Tutto ciò passa da una parte all’altra del tavolo il 4 dicembre con il risultato che il capitale della holding di famiglia, e dunque il controllo dell’ «FC Internazionale Milano spa», è ora parcheggiato presso Taobao che ne ha il possesso (ma non la proprietà) per tutelare, evidentemente, un credito o un suo diritto contrattuale”.

Si può supporre che la famiglia abbia deciso di fare cassa per far fronte alle esigenze di liquidità del gruppo commerciale: sul mercato erano circolate voci di pressione sulle scadenze obbligazionarie. La società le ha rintuzzate poco prima di Natale utilizzando fondi propri per riacquistare 2 miliardi di yuan in obbligazioni. Un messaggio di forza e solidità finanziaria

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Fase delicata anche perché l’imprenditore, da anni membro dell’Assemblea del Popolo, il parlamento nazionale sotto stretto controllo del Partito, ha come partner strategico Jack Ma, che invece è caduto in disgrazia con Pechino. Ai vertici del Partito comunista non sono andate giù le aspre critiche che Ma aveva pronunciato a un evento del 24 ottobre. La stretta di Pechino sul suo impero ha già fatto naufragare la mega Ipo (37 miliardi di dollari) di Ant Group, la fintech di Alibaba. Nel frattempo all’Inter è arrivato forte e chiaro dagli Zhang il messaggio di estremo controllo dei costi. Anche la società nerazzurra avrà presto i suoi bond (375 milioni scadenza 2022) da rifinanziare.

(Corriere della Sera)

 

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