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Stipendi, metà Serie A non ha pagato. Faccia a faccia Marotta-Gravina, per ora nessuna proroga

Getty Images

Non solo l'Inter deve ancora pagare gli stipendi di novembre e dicembre, per il momento non sono previste eventuali concessioni nei pagamenti

Andrea Della Sala

Non ci saranno ulteriori rinvii oltre il 16 febbraio per i pagamenti degli stipendi di novembre e dicembre per le squadre si Serie A. I club vorrebbero uno slittamento fino a maggio, ma al momento non sono previste proroghe.

"Come spiega Corriere.it"Il presidente federale ne ha discusso a lungo con Beppe Marotta, rappresentante di un’Inter, colpita più di altre big dalla congiuntura economica, prima della sfida dei nerazzurri con la Roma. Ma alla fine, poiché la Lega non ha inviato richiesta formale in via Allegri il tema non sarà affrontato nel consiglio di venerdì 29. Del resto Gravina non intende penalizzare quelle società che si sono dimostrate puntuali nell’adempiere ai propri obblighi: pertanto ogni dilazione è demandata alla singola trattativa fra una società e i propri giocatori, oppure con l’Assocalciatori. La serie B e la Lega Pro chiedono che le loro iscritte, previo accordo con i giocatori, ottengano lo spostamento della scadenza di un mese. Le società di A addirittura vorrebbero uno slittamento a fine maggio".

""Contando insieme le società di A e B, metà di loro sono in linea con le scadenze. Restando nella serie maggiore sono meno della metà le società in sofferenza. Tra loro l’Inter e la Sampdoria. In particolare i nerazzurri entro il 16 febbraio hanno l’obbligo di versare le mensilità di luglio e agosto, ma per novembre e dicembre, nonostante la linea sia che la società si impegnerà a rispettare le scadenze, non si esclude che giungano a un nuovo accordo con i giocatori per ottenere un rinvio. L’Aic osserva, alla finestra. Poiché il termine è ancora lontano, il sindacato presieduto da Umberto Calcagno non ha ancora ricevuto segnalazioni di particolare preoccupazione da parte degli affiliati. Va da sé che la concessione già fatta ai club di pagare solo la parte netta dell’ingaggio (senza contributi e imposte) favorisce le società in crisi di liquidità", aggiunge il portale del quotidiano.

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