Repubblica – Ruspe a San Siro: Inter e Milan vogliono il modello Highbury. Entro marzo…

Repubblica – Ruspe a San Siro: Inter e Milan vogliono il modello Highbury. Entro marzo…

Ieri si è svolto un incontro tra i due club e il Comune di Milano

di Gianni Pampinella

Ieri è andato in scena l’incontro dei vertici di Inter e Milan con il Comune di Milano. La posizione dei club è chiara: la rifunzionalizzazione di San Siro non è un’ipotesi percorribile. “Ne rimarrebbe in piedi solo una traccia. Non più di un angolo del primo e secondo anello, preservando anche le rampe elicoidali realizzate negli anni Cinquanta. Nonché, in diagonale sul lato opposto, una delle torri rosse aggiunte per Italia ’90 per sostenere il terzo anello. Nel mezzo un parco e attorno edifici per uffici e negozi disposti sul vecchio perimetro, sul modello di quanto avvenuto con Highbury, la casa dell’Arsenal, che ha lasciato il posto al nuovo Emirates Stadium“, spiega Repubblica. “È questa la proposta avanzata ieri da Inter e Milan in un incontro in Comune sul progetto del nuovo stadio da 600 milioni che i due club vorrebbero costruire su area pubblica sempre in zona San Siro, a poche centinaia di metri dallo storico Meazza. I club sono stati chiamati dal sindaco Beppe Sala a spiegare se mai fosse stato possibile mantenere i due impianti, con il “vecchio” ristrutturato (e ridotto) ma comunque funzionale per le formazioni giovanili e femminili delle due società. Un’idea avanzata dallo stesso sindaco che, però, Milan e Inter hanno bocciato. Spiegandolo tecnicamente, ma anche sotto l’aspetto della sostenibilità economica del progetto. Secondo la consulenza dello studio di ingegneria ingaggiato dal presidente rossonero Paolo Scaroni e dall’ad dell’Inter Alessandro Antonello, tutta l’area verrebbe «sottoposta a forti stress», che limiterebbero «l’accessibilità dei residenti», paragonabile dal punto di vista «degli impatti acustici, viabilistici» e «della gestione dei flussi della sicurezza» a un big match ma moltiplicato“.

ASPETTO FINANZIARIO – “Poi c’è l’aspetto finanziario: se il Mezza – per quanto ridotto magari a un solo anello – dovesse rimanere in piedi, non ci sarebbe più spazio sufficiente per l’intervento edilizio, come consentito dalla Legge sugli stadi, necessario per compensare l’investimento del nuovo stadio. Nei prossimi giorni, ci saranno altri incontri del tavolo tecnico tra Comune e club. Prima che sindaco e giunta si esprimano e dicano se la proposta dei club è stata convincente. In ogni caso si deve ancora attendere il parere del convitato di pietra: il Comune ha chiesto al ministero dei Beni culturali se ci sia un vincolo architettonico da rispettare e in qual forma, il parere arriverà entro marzo. Ultimo ostacolo, la trattativa economica con il Comune: Sala ha ricordato più volte che, secondo l’Agenzia delle Entrate, San Siro vale 100 milioni e frutta 10 milioni di canone all’anno. Che fine faranno queste cifre se il Meazza venisse abbattuto o ne rimanesse solo una traccia?“.
(Repubblica)
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