Intervistato dal Corriere della Sera, Paolo Scaroni, presidente rossonero, è tornato a parlare del nuovo stadio di Inter e Milan

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Intervistato dall'edizione milanese del Corriere della Sera, Paolo Scaroni, presidente rossonero, è tornato a parlare del nuovo stadio di Inter e Milan, spiegando le ragioni che hanno portato i due club a scegliere questa soluzione:

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Perché non la ristrutturazione del Meazza?«Per noi l’impianto è così importante che se non avessimo avuto questa possibilità saremmo andati a fare lo stadio fuori Milano. Il nuovo stadio è una necessità vitale. San Siro è iconico perché ci sono Milan e Inter. L’essere iconico deriva dalla presenza di due grandi squadre e non perché sia bellissimo o unico al mondo. L’iconicità continuerà nel nuovo stadio».

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Ma cosa impedisce la ristrutturazione di San Siro?«Non avrebbe garantito né la capienza necessaria e si scendeva sotto i 60 mila posti, né l’aumento dei ricavi grazie alle zone di accoglienza».

Che tempi avete in mente? «Poter giocare nel nuovo stadio la stagione 2026-27, con i cantieri aperti a inizio 2023».

Quando si saprà se a vincere sarà la Cattedrale o gli Anelli?«Siamo in dirittura d’arrivo, prima di Natale».

Se doveste lanciare un messaggio ai comitati e più in generale alla città?«Vogliamo dare a Milano il più bel stadio d’Europa e forse del mondo. Non capisco perché non dovrebbe essere accettato da tutti. Sono convinto che quando si vedrà il nuovo stadio anche i nostalgici e i romantici avranno modo di cambiare idea».

(Fonte: Corriere della Sera)

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