Così il marocchino sul rossonero e non solo: "Lui è muy rapido, ma non ci è mai venuto in mente di confrontarci. Qualche volta ci siamo visti, qui a Milano"

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Nel corso dell'intervista concessa ai microfoni di Sportweek, Achraf Hakimi, esterno dell'Inter, ha parlato così della Bundesliga, campionato dal quale proviene: "Per me quello è un calcio divertente perché molto offensivo e io sono un giocatore offensivo, ma non posso dire di non divertirmi anche qua. È solo che, rispetto a prima, devo stare più attento e concentrato sulla fase difensiva. Ma è proprio questo che mi ha completato tatticamente".

Cosa sapevi di lasciare in Germania e in Bundesliga e cosa immaginavi di trovare in Italia in Serie A?

"La Bundesliga è più offensiva, si corre avanti e indietro tra una porta e l’altra. Il calcio italiano è più difensivo, tattico, le squadre sono sempre schierate e compatte. Dovevo capire come poter far male a un avversario che non ti concede spazi ma ti aspetta, e, come dicevo, ho dovuto lavorare sulla parte difensiva del mio gioco. Sono cresciuto tanto".

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Quando mancavano tre giornate alla fine del campionato, avevi messo insieme sette gol e otto assist: è il bottino che ti aspettavi o pensavi di far meglio giunti a questo punto?

"Non speravo di far così bene al mio primo anno in un nuovo tipo di calcio. Pensavo che avrei avuto bisogno di più tempo. E anche gli altri all’inizio credevano che avrei fatto fatica ad adattarmi a un tipo di gioco non così offensivo come quello praticato in Germania. Ora posso di dire di essere contento della stagione che ho fatto, ma mi piacerebbe arrivare a dieci gol e dieci assist".

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Getty Images

Quando eravate insieme al Real, tu e Theo Hernandez avete mai fatto una gara di velocità?

Ride di gusto: "No, no. Lui è muy rapido, ma non ci è mai venuto in mente di confrontarci. Qualche volta ci siamo visti, qui a Milano. In campo siamo avversari, fuori amici. Ci conosciamo da tanto".

Theo ha detto che vuole diventare il miglior terzino sinistro al mondo. Tu sei già il migliore di tutti a destra?

"Ah, a me piace che la gente che capisce di calcio apprezzi il mio gioco. Non devo dire io se sono il migliore, neanche mi interessa".

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