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Stadio, l’Inter vuole chiarezza dal Milan: settimana prossima il prossimo passo?

Stadio, l’Inter vuole chiarezza dal Milan: settimana prossima il prossimo passo? - immagine 1
Arrivata la valutazione dell'area di San Siro da parte dell'Agenzia delle Entrata: tocca ora alle due società decidere che fare
Fabio Alampi Redattore 

Adesso c'è anche la valutazione dell'area di San Siro da parte dell'Agenzia delle Entrate. Una cifra ancora non ufficiale, ma che verrà svelata a breve. Tocca ora a Inter e Milan fare il prossimo passo, con i rossoneri che vorrebbero prendere altro tempo e i nerazzurri che chiedono chiarezza. Così scrive Tuttosport: "È arrivata la valutazione dell'Agenzia delle Entrate relativa all'acquisto dello stadio Meazza e delle aree adiacenti. A darne l'annuncio, ieri, il sindaco di Milano, Beppe Sala. Ufficialmente, la cifra è top secret: si dovrebbe aggirare sui 200 milioni di euro, ma l'importo esatto sarà confermato solo quando a Palazzo Marino arriveranno i passi formali di Inter e Milan".

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"Se l'Inter è ferma all'esclusiva - in scadenza a gennaio 2025 - sull'area Cabassi, a due passi dal Forum di Assago, non altrettanto può dirsi del Milan. I rossoneri hanno rilevato i terreni dove dovrebbe nascere lo stadio a San Donato. Entrambe le soluzioni, tra costi e difficoltà logistiche, hanno i loro ostacoli. E i terreni, pur acquistati, si possono sempre rivedere o destinare ad altro fine. Ma, abbandonando il progetto, i rossoneri si esporrebbero in primis a una potenziale richiesta di rimborso spese dal Comune dell'hinterland milanese, anche se questo pare tema secondario.


Il presidente milanista Paolo Scaroni, di recente, ha inoltre dichiarato che «San Donato resta al centro della nostra strategia». Da casa Milan, secondo indiscrezioni, è in atto il tentativo di inserire nella manifestazione di interesse una clausola che consentirebbe alla società di tenere in piedi entrambe le soluzioni. Una strada difficilmente praticabile".

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"A volere chiarezza è anzitutto l'Inter: con l'arrivo di Oaktree, lo stadio di proprietà è la priorità assoluta in viale della Liberazione. Soprattutto, è il comune di Milano a chiedere che si faccia luce dopo anni di bluff reciproci. Sala, nell'incontro in cui è naufragata l'ipotesi della ristrutturazione del Meazza e si è riaperta l'opzione di uno stadio unico accanto a quello attuale, aveva posto una condizione: l'abbandono in via definitiva delle ipotesi Rozzano e San Donato. Una richiesta allora verbale, che diverrà formale quando i club ufficializzeranno l'interesse: la manifestazione avrebbe dovuto essere già pronta, ma per i motivi di cui sopra il suo processo di stesura è diventato più farraginoso del previsto.

Se il Milan avrà risolto le proprie incertezze, verrà depositata la settimana prossima. A quel punto, società e Comune potranno ripartire sul serio: oltre ai costi, saranno valutate le tempistiche - difficile partire con i lavori prima di giugno 2025 - e la rifunzionalizzazione del secondo anello dopo la rimodulazione del vincolo, che sarà possibile grazie al passaggio in mano privata".

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