Bordon: “Io da sempre legato all’Inter. Handa fa ancora 2-3 anni”. E un retroscena sullo scudetto

Bordon: “Io da sempre legato all’Inter. Handa fa ancora 2-3 anni”. E un retroscena sullo scudetto

Le parole dell’ex portiere nerazzurro

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Lunga intervista concessa da Ivano Bordon, ex portiere dell’Inter, ai microfoni de Il Giorno. Tanti i temi affrontati, dalla porta nerazzurra alle sue parate più memorabili.

Da tifoso dell’Inter, la normalità sarà tornare a San Siro?
«Sicuramente. Sono sempre rimasto legato ai nerazzurri. L’ambiente del calcio non è quello di prima, ma quello stadio è stato per tanti anni casa mia».

Fa effetto pensare che ne rimarrà ben poco?
«È un grosso dispiacere, penso che i club avranno i loro motivi. Basta che rimanga qualcosa che lo ricordi».

Cosa le resta di quanto fatto in carriera?
«Io sono arrivato a 15 anni all’Inter. Allora se avevi qualità ti tenevano. Andavi comunque in giro a farti le ossa, ma capitava più raramente. Oggi è più semplice trovare il giocatore all’estero».

Vede meno attitudine al sacrificio nei talenti odierni?
«Non dico di no e non è nemmeno colpa loro. Gli oratori non sono la prima destinazione del pomeriggio come era per noi. Ci sono più divertimenti, il mondo è cambiato».

Quindi il 35enne Handanovic è bene che rimanga saldo tra i pali?
«Radu tornerà all’Inter a fine stagione, a quanto leggo, ma per me Handanovic due o tre anni li farà ancora. C’è da aspettare».

Quanto può essere difficile per un dodicesimo farsi trovare pronto all’occorrenza?
«Non è semplice, ci puoi dar dentro in allenamento ma ti mancano i riferimenti che solo la partita ti può dare. E ai miei tempi la riserva non giocava nemmeno in Coppa Italia».

Ricorda una parata con particolare affetto?
«Il rigore al Borussia Moenchengladbach sullo 0-0 in Coppa Campioni. Avevo vent’anni. Era la famosa ripetizione della «partita della lattina. E poi un derby in cui a 5′ dalla fine ne parai un altro a Calloni, prendendo poi la respinta di Maldera. Finì 0-0 anche quello».

Quarant’anni dopo, cosa le è rimasto dello scudetto vinto con Bersellini in panchina?
«Dovevamo festeggiarlo con la società prima di una partita in casa dell’Inter, ad aprile, ma al momento è saltato anche quello. Speriamo si possa fare qualcosa, quest’anno sono anche dieci anni dal Triplete».

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