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Chioffi: “Inter altra categoria. Lazio? Innervosita per il rigore, era già capitato…”

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"Sabato sera, a Lecce, il tecnico si aspetta una risposta matura. Ricordare e ripartire", ha detto Stefano Chioffi sulla Lazio
Matteo Pifferi Redattore 

Stefano Chioffi, giornalista, è intervenuto sul Corriere dello Sport per parlare del KO della Lazio contro l'Inter:

"Contro l’Inter si è disunita, sono saltate le distanze tra i reparti, non ha trovato una soluzione ai problemi. La Lazio ha smarrito in una notte l’architettura del suo gioco e tutte quelle caratteristiche che le avevano permesso di distinguersi in questi mesi. È come se il navigatore di bordo si fosse spento dopo il gol del raddoppio di Dimarco. La squadra ha smesso di ragionare, ha perso gli equilibri, si è fatta trascinare dalla corrente: un cedimento mentale e atletico. Ha capito che l’ostacolo era un grattacielo. Ha contestato il rigore dell’1-0 di Calhanoglu, si è innervosita per l’intervento del Var, era capitato anche a Parma. Le proteste sono state il primo strappo di una partita confusa e condizionata dagli errori"

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"La Lazio è rimasta schiacciata tra le geometrie e i cambi di marcia dell’Inter, che appartiene a un’altra categoria. Non ha saputo gestire con lucidità una fase complicata. Ha sofferto l’energia, la frequenza e l’ampiezza della manovra di Inzaghi. È sparita dopo quaranta minuti e il tiro sbagliato da Noslin davanti a Sommer. È mancata una reazione. I gol di Calhanoglu e Dimarco hanno avuto il peso di una sentenza, all’intervallo la Lazio è rientrata negli spogliatoi con il verdetto in tasca. Faccia triste e rassegnata. Irriconoscibile rispetto alla squadra orgogliosa e ribelle che si era fatta ammirare dalla metà di agosto. Si è avvertita l’assenza di Castellanos, abituato a guidare il pressing sul portatore di palla e a togliere tempo e spazio nella costruzione dell’azione. L’argentino era squalificato, un vuoto emerso subito. Non c’è stato il classico lavoro di cucitura tra centrocampo e attacco: una specialità di Dia, rimasto in panchina per un problema alla caviglia. Guendouzi e Rovella hanno pagato la superiorità numerica della linea a cinque dell’Inter. Si sono sentiti dentro un flipper. Hanno ricevuto poco sostegno dagli esterni"


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"L’infortunio di Gila ha tolto alla Lazio il centrale dominante, l’unico in grado di cercare sempre l’anticipo e di tenere alta la difesa. Tanti fattori hanno provocato il lunedì buio della Lazio. Baroni si è assunto le colpe. Atteggiamento protettivo e saggio, una carezza per aiutare il gruppo a superare il trauma di una sconfitta pesante. Calma e affetto. Niente processi, non rientrano nel suo stile. I confronti devono essere costruttivi e rimanere nel perimetro di Formello: è la sua ricetta. Ora la necessità è prendere coscienza di un segnale. La Lazio ha capito nel modo più ruvido che può diventare una squadra normale e piatta senza l’intensità, i ritmi e l’altruismo dimostrati fino al match con l’Inter. Imparare a riconoscere pregi e difetti rientra in un percorso. Baroni ha la razionalità per trasformare una scottatura in un’altra opportunità di crescita. Il viaggio continua: trentuno punti in campionato, la lotta per la Champions, il primo posto in Europa League e i quarti di finale di Coppa Italia. Sabato sera, a Lecce, il tecnico si aspetta una risposta matura. Ricordare e ripartire".

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