Minoliti (GdS): “Reazione Inter forte, merito anche della società. Ora il problema è un altro”

Il giornalista analizza così Sassuolo-Inter 0-3

di Matteo Pifferi, @Pifferii

Lungo editoriale di Nino Minoliti, giornalista de La Gazzetta dello Sport, sulla Rosea in merito alla vittoria dell’Inter contro il Sassuolo:

“Dalla finestra alla quale s’era pericolosamente affacciata, si intravedeva un precipizio che avrebbe potuto ingoiare l’intera stagione. Ma l’Inter non ha avuto le vertigini: tre gol (a zero) al Sassuolo rivelazione e rilancio in grande stile per Antonio Conte, i suoi ragazzi e le ambizioni del club. Lautaro ha svelato il confronto seguito alla partita con il Real Madrid, ma nessuno, tranne i diretti interessati, potrà mai sapere fino in fondo cosa si sono detti l’allenatore e i giocatori dopo quella figuraccia. Si ripete spesso che nel calcio ogni partita fa storia a sé e non vogliamo essere i primi a negare l’assioma. Come non ci sogniamo di mettere l’ammirevole squadra di Roberto De Zerbi sullo stesso piano di quella diretta da Zinedine Zidane. Ma in certe situazioni, la pressione psicologica può diventare una variabile indipendente dal valore dell’avversario (e comunque quello di ieri era di tutto rispetto). Così non è accaduto, la reazione è stata forte”.

MERITI – “Di chi è il merito? Di tutti: della società, che ha fatto da scudo ad Antonio Conte in un frangente delicato; del tecnico, che ha toccato le corde giuste per motivare i suoi e ha azzeccato tutte le mosse sul campo; dei giocatori, che, per dirla con Al Pacino, hanno lottato minuto dopo minuto, azione su azione, centimetro dopo centimetro. Detto così, tutto sembra rientrare nella logica: l’Inter, in fondo, viene indicata da molti come una delle favorite alla vittoria finale, se non addirittura come la principale “indiziata”. Il problema, semmai, è un altro: come trasformare il furore e la decisione visti ieri nella normalità di tutti i fine settimana (e degli intermezzi di coppa, finché ce ne sarà la possibilità…). Perché non si può sempre vivere in edizione straordinaria e non si deve arrivare sull’orlo del burrone per dare il colpo d’ala. A certi livelli, è la normalità delle grandi prestazioni che costituisce l’autentica superiorità. Ed è questa la sfida che Conte e i suoi devono vincere se vogliono aspirare al traguardo massimo”.

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