L’Europa League regala a Conte una nuova variabile per un’Inter meno prevedibile

L’Europa League regala a Conte una nuova variabile per un’Inter meno prevedibile

Il tecnico dell’Inter ha provato col Ludogorets nuove soluzione per la sua squadra per la seconda parte della stagione

di Andrea Della Sala, @dellas8427
La trasferta di Europa League regala all’Inter una bella vittoria, ma anche qualche nuovo spunto in vista della seconda parte della stagione. Nel secondo tempo Conte ha provato il 4-3-1-2 e la squadra ha reagito bene:
“È presto per dire se l’Inter rivoluzionata degli ultimi 20 minuti del match bulgaro sarà la squadra che vedremo da qui a fine stagione. Probabilmente no. Ma nel freddo di Razgrad Conte ha trovato la variabile in grado di rendere meno prevedibile la sua Inter. Soprattutto in campionato, che resta l’obiettivo vero. A inizio stagione Conte ha sbalordito la Serie A con il pressing a tutto campo e la velocità nel ripartire. Col tempo, le avversarie gli hanno preso le misure. A Conte questa vittoria serviva. Perché il contrario sarebbe una tragedia: l’Inter dalla stagione 1981/82 non è mai uscita ai sedicesimi di Coppa Uefa, poi Europa League, quando l’ha giocata. E perché ci voleva una conferma per il morale del gruppo. Dopo la gara di domenica a San Siro con la Sampdoria, probabilmente ancora senza Handanovic, l’Inter dovrà affrontare di nuovo il Ludogorets (al Meazza, previsto un turnover massiccio) e dopo due giorni andrà a Torino, per tentare di espugnare lo Stadium”, spiega Repubblica.
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