FCIN1908 / Condò, che aneddoto: “Scudetto 2010, romanisti volevano uccidere Cassano. Ecco che fece”

Il giornalista sportivo sull’ex giocatore di Roma e Inter

In occasione del Festival dello Sport di Trento Paolo Condò è intervenuto per parlare anche di Antonio Cassano: “Una roba da sbattere la testa contro il muro il talento che aveva. Non mi spingo a dire che doveva essere il nostro Messi o Cristiano Ronaldo di quel tempo, ma quasi. Cassano è quello che è. Totti è stato il giocatore più forte con cui ha mai giocato. Francesco diceva: “Concepivo la giocata più impensabile e strabiliante e Cassano era lì che aspettava il passaggio.” Capiva in anticipo dove voleva arrivare”.

Su Roma-Samp del 2010: “Nel libro di Totti si racconta un episodio particolare. Cassano torna in Italia e va alla Samp, è il 2010. La Roma è davanti all’Inter e se vince le successive tre partite ha vinto lo scudetto. La Samp lotta per un posto in CL. Roma-Sampdoria è una partita impegnativa. In settimana i compagni della Roma dicono a Totti di chiamare Cassano per dirgli di non fare il fenomeno. Totti mi ha detto che lui queste cose non le ha mai fatte e non la fa. Prima della partita Totti si faceva sempre massaggiare in una saletta riservata per avere concentrazione e privacy. Cassano lo sapeva. Prima di quella partita Cassano si presenta in quella saletta. E gli dice: “Sono venuto a scusarmi. Purtroppo dobbiamo vincere per la Champions”. Totti lo guarda e gli dice: “Cammina, va”. Cassano gioca una partita della madonna, fornisce a Pazzini uno dei due assist. E la Samp vince 2-1. La Roma perde il campionato e viene sorpassata dall’Inter. Alla fine della gara potete immaginare il clima depresso nello spogliatoio della Roma. Cassano entra nello spogliatoio della Roma, va da Totti e comincia a scherzare: “Te lo avevo detto come andava a finire”. Totti mi racconta che i suoi compagni sono lì che aspettano un suo gesto per ucciderlo. Ma non lo fa quel gesto. Poi dice: “Antonio grazie, andate a festeggiare la vittoria”. Totti racconta che Cassano va via un po’ deluso senza capire perché non stia allo scherzo. La Roma aveva appena perso lo scudetto. Questo per raccontare la sua grandezza e la sua inconsapevolezza. Il livello di Cassano era mostruoso, però”.

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