VIDEO FCIN1908 – Sala: “Stadio? Non do giudizi sui progetti, difendo il Comune. Il punto è…”

Le parole del Sindaco Sala presente ad un evento alla Triennale

Il sindaco di Milano Beppe Sala è tornato a parlare della questione stadio.

“Per cercare di rimanere freddo e asettico guardo i due progetti come tutti sui giornali ma non vado a fondo. Trovo che la politica debba ovviamente disquisire e dibattere sulle tematiche tecniche e sui rischi. Ma con il rischio di dire meglio questo o quell’altro non li voglio vedere i due progetti. Ho chiesto dall’inizio totale trasparenza ai due club ma non esprimo un giudizio su uno o l’altro”.

Mi sono detto nostalgico?

“Sì ma lo dico da Beppe Sala o da tifoso. Da sindaco non posso che far rispettare le regole. È nel diritto delle società farci delle proposte ed è un nostro diritto e dovere interloquire per far rispettare le regole. Mi pare che da oggi si vada verso un percorso diverso perché i due club hanno chiarito in maniera inequivocabile che non vogliono la ristrutturazione di San Siro”.

Se mi sono arreso?

“La metto sul piano delle regole. Un volta detto della nostalgia penso di non poter fare altro, non sarei neanche serio”.

Scaroni ha detto: San Siro è superato al giorno d’oggi, lei è d’accordo?

“Superato se i due club esprimono i bisogni che stanno esprimendo. Se le squadre dicono che per avere ricavi più alti, perchè di questo si tratta e ripeto è legittimo, hanno bisogno di avere un numero significativo di posti corporate che vendono a prezzo più alto allora capisco che sia difficile su San Siro. è un modo diverso di intendere lo stadio. I tifosi alla fine capiscono o non capiscono e quindi anche io, ma se questo servirà a fare più grandi i club allora va bene”.

I due club hanno parlato di stadio pronto per il 2023, come si fa per l’inaugurazione della cerimonia olimpica?

“Ci penseremo più avanti, nel dossier è espresso con chiarezza che il posto sarà San Siro e poi credo che le cose con il CIO possono essere riviste. Il CIO ha avuto garanzia che San Siro c’è e tenerlo vivo se non c’è garanzia di uno stadio pronto”.

Qualcosa si può salvare?

“Non voglio esprimere giudizi sui progetti”.

Il nuovo stadio sarà in questa zona o c’è la possibilità di giocare fuori Milano?

C’è dibattito perché loro stanno chiedendo di costruirlo su un’area pubblica, se decidessero di andare a Sesto non potremmo dire nulla, mi auguro che almeno stiano lì, lo spazio c’è.

Lo stadio resterà del Comune?

“Stanno offrendo questa via le due società, è il fatto meno rilevante. Il mio tema è difendere il Comune e le persone dai rischi, ma non è che farò la battaglia campale perché San Siro sarà nostro. Mi fa piacere che l’abbia detto Scaroni (che lo stadio sarà di proprietà del comune) ma non è una cosa che per noi è un elemento discriminante”.

Problema urbanistico.

“Questo sarà il punto. Esiste una legge sugli stadi che dice laddove ci sono stadi nuovi si può raddoppiare la volumetria. La legge sugli stadi non è che passa oltre o fa decadere le regole comunali. Le nostre regole permettono un’edificabilità inferiore a quanto i club chiedono oggi. Il consiglio può dire di essere disponibili a dare di più, qui ci sarà il vero dibattito per trovare un equilibrio tra interessi della società e il ruolo della politica a difesa dell’interesse della città. Probabilmente le richieste iniziali sono anche elevate, capisco che con le regole attuali non rende conveniente costruire uno stadio ma si può discutere”.

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