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Il difensore dell'Inter, Alessandro Bastoni, ieri è tornato in campo dal 1' nel match decisivo per lo scudetto contro il Parma. Sullo sfondo l'interesse del Barça.
"Il tempo dirà se questa sarà stata la sua ultima notte incantata a San Siro, con un popolo che freme e una vetta da raggiungere a far battere il cuore. Il futuro è una terra straniera, come la Catalogna, allora meglio concentrarsi su un presente esaltante. Per Alessandro Bastoni conta soltanto questo, nient’altro: ci sarà tempo per riflettere sul domani. Ieri, intanto, ha vinto il terzo scudetto della vita, il più bizzarro e faticoso, il più liberatorio perché cancella mesi cupi come la notte sopra a questo stadio bollente. I tifosi nerazzurri, che lo hanno coccolato quando il resto d’Italia infieriva, ieri hanno cantato per lui sia prima che dopo la sfida contro il Parma. Nel mezzo, il mancinone ha ritrovato il campo che mancava da troppo tempo e le sicurezze perdute del campo: un senso di normalità, ciò di cui aveva bisogno dopo tempi decisamente anormali. Se per lui il primo titolo contiano del 2021 è stato quello della scoperta e della meraviglia, dell’impatto sorprendente, il secondo due anni fa era quello della consapevolezza e della bellezza, in cui la sua tecnica sinistra si incastrava in un perfetto marchingegno di squadra. Questo, al culmine di un faticoso 2025-26, è invece quello della tenacia: non certo il migliore per le prestazioni in campo, ma il 27enne imparerà molto da questo viaggio, ovunque lo porterà il calcio", analizza La Gazzetta dello Sport.
"Ieri Bastoni ha rivisto il campo e riprovato una sensazione che mancava dal 12 aprile, oltre 20 giorni, quando sul lago di Como aveva giocato metà match rischiando di andare sott’acqua e per questo era stato tirato via all’intervallo da Chivu. Da allora è stato necessario, quasi vitale, fermarsi per guarire i dispetti di una caviglia malconcia da mesi e liberarsi delle tante tossine del periodo precedente. Attorno a lui tirava da tempo una bruttissima aria, tra simulazione ed esultanza in faccia allo juventino Kalulu nel derby d’Italia, fischi avversari in tutti gli stadi diventati di colpo ostili e il sanguinoso cartellino rosso in Bosnia che ha scolorito l’azzurro di tutti. Ieri la somma di questi fatti non aveva la minima cittadinanza in un San Siro in festa, neanche le voci di mercato che, prima o dopo, emergeranno da questo indistinto rumore di fondo. Da Barcellona, infatti, non arretrano di un passo, spingono sul fatto che l’interista sia il preferito di Flick per ragioni tecniche e strategiche. I catalani cercano un centrale mancino capace di condurre il gioco con sicurezza. Da parte di Bastoni, ci sarebbe comunque massima disponibilità a costruire una nuova vita in Catalogna, lontano dal chiacchiericcio tutto italiano che continua ad accompagnarlo. Ciò non toglie che sarebbe comunque ben felice di rimanere in Lombardia: per affetti, famiglia, rapporti con il club e allenatore, questa è casa. Glielo ha ribadito pure San Siro che quando, è vestito a festa, può convincerti di tutto", aggiunge il quotidiano.
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