L’Inter del futuro prende forma e, secondo La Gazzetta dello Sport, potrebbe essere profondamente rinnovata già nella stagione 2026/27, con un progetto tecnico ed economico ben definito. Il nuovo corso, sotto la gestione Oaktree, che punta a costruire una squadra competitiva ma sostenibile, senza rinunciare all’ambizione.

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La Gazzetta disegna la nuova Inter: 4-3-2-1 rivoluzionario e 4 colpi ben oltre i 100 mln
Il modulo rappresenta la prima rivoluzione totale: la Rosea ipotizza un 4-3-2-1, con l'abbandono dopo oltre 7 anni della difesa a tre. Tra i pali spicca il nome di Vicario, ormai da mesi il preferito della dirigenza per raccogliere l'eredità di Yann Sommer, ancora in bilico tra conferma come secondo e addio.
In difesa, la coppia centrale formata da Bisseck e Akanji garantirebbe fisicità, esperienza e capacità di impostazione dal basso. Sulle corsie laterali, Dimarco rappresenta una certezza sulla sinistra, mentre a destra Dumfries resta un’opzione ma non è intoccabile. L'Inter vorrebbe provare a portare a Milano Palestra dell'Atalanta ma il prezzo rischia di essere fuori mercato: 40 milioni, forse di più.
A centrocampo il perno resta Calhanoglu, regista capace di dare tempi e qualità alla manovra, affiancato dall’energia e dall’intelligenza di Barella. L’inserimento di Koné aggiungerebbe muscoli, equilibrio e capacità di recupero palla, completando un reparto molto competitivo.
Sulla trequarti il nome più intrigante è quello di Diaby, giocatore rapido e imprevedibile, perfetto per creare superiorità numerica. Dopo il tentativo di gennaio, l'Inter potrebbe tornare alla carica per il francese dell'Al Ittihad, in odore di addio all'Arabia Saudita. Accanto a lui, Thuram agirebbe in una posizione più libera, muovendosi tra le linee e supportando costantemente la fase offensiva.
Davanti, il punto di riferimento resta Lautaro, leader tecnico e carismatico, simbolo della continuità nerazzurra nel nuovo ciclo. L’idea è quella di un attacco più veloce, verticale e meno prevedibile rispetto alle stagioni precedenti.
Molto dipenderà anche dalle operazioni in uscita, perché alcune cessioni potrebbero finanziare i nuovi innesti. Il 2026/27 potrebbe davvero segnare l’inizio di una nuova era
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