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Nel 2024/2025, il Como era terzultimo per fatturato, con solo 55,4 milioni. Allora, come può la squadra di Fabregas comprare Nico Paz per 60 milioni (di valutazione) e offrirne 25 per Chalobah? La risposta della Gazzetta delo Sport, con vista sul Fair Play Finanziario.
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"Alle spalle del Como c’è una delle famiglie più ricche del mondo, con un patrimonio di 44 miliardi di dollari. I soldi non sono mai stati un problema per una "provinciale" che ragiona (e spende) da grande. E non lo è nemmeno il fair play finanziario dell'Uefa, almeno per ora. Ecco perché l’acquisto record di Nico Paz (60 milioni al Real Madrid) è stato avallato dagli Hartono e messo in pratica dal presidente Suwarso. Il Como si è qualificato per la prima volta nella sua storia a una competizione europea, direttamente in Champions League. Ciò significa che, a partire dalla stagione 2026-27, entrerà sotto i radar dell'Uefa ai fini del regolamento sulla sostenibilità finanziaria, come tutte le altre squadre partecipanti alle coppe. Nella primavera del 2027 i funzionari di Nyon esamineranno i documenti contabili del Como per la prima valutazione. Si baseranno sull’ultimo triennio, quindi sui bilanci 2023-24, 2024-25 e 2025-26. Al di là dell’ovvia assenza di debiti scaduti, i club non possono riportare una perdita aggregata superiore a 60 milioni di euro nell’arco di tre anni (soglia incrementabile fino a ulteriori 10 milioni per esercizio per i club che mostrano una buona salute finanziaria). Questa è la cosiddetta "football earnings rule". Inoltre, ogni anno, le spese per gli stipendi della prima squadra, gli ammortamenti dei trasferimenti e le commissioni agli agenti non devono superare il 70% dei ricavi lordi ("squad cost rule").
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