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Bastoni: “Inter, mai pensato di lasciare. Skriniar resti qui, Lukaku e scudetto…”

Alessandro Cosattini

A tutto Alessandro Bastoni, con l'intervento speciale di Nicolò Barella durante l'intervista. Ecco le parole del difensore dell'Inter

A tutto Alessandro Bastoni. Con l'intervento speciale di Nicolò Barella durante l'intervista. Il difensore dell'Inter si è raccontato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport in vista dell'inizio della stagione. Ecco le sue dichiarazioni direttamente dalla Francia, dopo l'amichevole di sabato disputata contro il Lens:

Bastoni, Lens a parte, a che punto è la preparazione?

«Abbiamo iniziato da dieci giorni e la condizione non può essere al top. Qualche errore in questo periodo è concesso e anche questa sconfitta a Lens non ci deve preoccupare. Sento che arriveremo presto al nostro migliore livello tutti insieme».

E per lei è l’anno giusto per consacrarsi definitivamente anche a livello internazionale?

«Certo, ma è una consacrazione che nasce dal nostro essere squadra: è da tanti anni che giochiamo insieme e, più passa il tempo, e più ti “incastri” coi compagni e migliori individualmente. Ora è tornato anche Romelu e ci darà una grande mano in Italia e in Europa. Una cosa è certa, puntiamo al massimo in ogni competizione».

Risponda da tifoso (quale è, come Barella qui accanto): cosa le hanno lasciato le immagini dei festeggiamenti del Milan?

«Lo ammetto, sono state immagini dure da digerire, ma è normale. Non vincere già è brutto, se poi a vincere sono i vicini da casa ancora di più... Faremo di tutto per essere noi a festeggiare in città la prossima volta».

Per molto si è parlato di Bastoni in chiave mercato, poi il club ha deciso di blindarla. Cosa ha significato questa decisione?

«Significa tanto, tantissimo. Non ho mai avuto il minimo dubbio di lasciare l’Inter, qui ho tutto ciò che serve per stare bene ed esprimermi al meglio: mi trovo alla grande con i compagni, con la società, adoro Milano e quindi perché andare altrove? Sono contento di esserci, mi vedo ancora per tanti anni con questa maglia e, nel mentre, spero di vincere ancora tanto».

Che Lukaku ha ritrovato?

«La stessa identica bella persona e lo stesso grandissimo attaccante. Non sono stato colpito dalla sua scelta: quando ti trovi così a tuo agio da qualche parte, ci vuoi in qualche maniera tornare. È un sentimento naturale e umano. Lo abbiamo riaccolto alla grande, non ci sono né rimpianti né rimorsi: basta solo che ora ci faccia vincere come 2 anni fa...».

Come pensa che Romelu si inserirà in un gioco differente come quello di Inzaghi?

«Romelu lo conosciamo, sappiamo che qualità incredibili abbia a prescindere dal tecnico: la sua fisicità fa la differenza, ma il nostro gioco continuerà ad essere propositivo, offensivo, coraggioso, come avete visto. E speriamo che, all’interno di questo sistema, Rom segni come ha sempre fatto, un mucchio di gol. E ad aiutarlo ha altri grandi attaccanti come Lautaro, Correa e Dzeko».

Quanto conta per il futuro dell’Inter preservare un nucleo di giocatori italiani?

«Tenere il nostro asse portante è decisivo, in generale, e non mi riferisco solo agli italiani come me o Nicolò. Ci sono ragazzi come Handanovic e Skriniar, che non saranno italiani di nazionalità, ma incarnano lo spirito interista: anche loro sono decisivi per conservarlo nel gruppo».

A proposito, ha sentito cosa ha detto il suo capitano Handa alla Gazzetta? Anche lei pensa che Skriniar non dovrebbe mai essere venduto?

«Milan si è integrato perfettamente negli anni e noi ci siamo integrati a lui nel reparto che abbiamo costruito insieme. In più, è il mio migliore amico nel gruppo. Sarebbe davvero un peccato ci lasciasse proprio ora, spero che resti. Penso che faremo ancora tante grandi cose insieme».

È aumentata la concorrenza in Serie A: c’è qualche squadra che vede più attrezzata?

«La Juve si è molto rinforzata, la vedo come l’avversaria più pericolosa. Ha preso tanti giocatori forti come Di Maria, Pogba e Bremer: sarà una corazzata».

Ha ragione, allora, Bonucci a dire che la Juve è tornata…?

«È vero, ma è anche vero che l’Inter non se n’è mai andata… Sappiamo le nostre qualità e la nostra forza, abbiamo vinto lo scudetto due anni fa e abbiamo tutto per ripeterci».

In questa stagione c’è un ‘Inter più forte della scorsa?

«Beh, giochiamo insieme da più anni: migliorano l’intesa, i meccanismi di gioco, la forza del gruppo. Per questo sì, secondo me la nostra squadra è più forte dell’anno scorso e può puntare a far bene in ogni competizione».

Quali sono i dettagli da curare per evitare di vedere svanire un sogno sul più bello come qualche mese fa?

«In una stagione come questa, così densa e compatta, conterà soprattutto l’aspetto fisico e la gestione delle forze. Sarà importante stare bene tutti per più tempo possibile e avere tanti cambi da usare all’occorrenza perché ci sono molte partite ravvicinate e c’è il buco del Mondiale, una variabile imprevedibile».

A proposito di Mondiale, studierà con particolare interesse qualche suo collega in Qatar?

“Intanto, è chiaro che guardare il Mondiale sarà un dolore… Ma più che concentrarmi sui difensori, guarderò gli attaccanti. Mi sta simpatica l’Argentina: a questo punto, senza l’Italia, farò un po’ il tifo per Correa e Lautaro».