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Inter, Conte: “Notte speciale. Scudetto? Un sogno. Spero di vincere qui quanto Mancini”

Marco Astori

Le parole del tecnico nerazzurro

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria contro il MilanAntonio Conte ha parlato così della prestazione dei suoi: "E' stata una notte speciale perché il primo tempo siamo andati in grande difficoltà, forse come non mai quest'anno. C'era il rischio di prendere un'imbarcata, invece siamo stati bravi a riequilibrarci e a capire dove migliorare. Abbiamo avuto fiducia in quanto fatto e il merito va ai ragazzi che oggi nei momenti di difficoltà sono riusciti a resistere ai colpi: significa si stanno preparando a crescere a fare qualcosa di buono. Lo scudetto? E' molto presto per parlare di cose che oggi possiamo sognare: abbiamo un sogno, è inevitabile che questo periodo di 10 partite sarà intenso. Dopo potremo dire di più sulle nostre capacità e su chance diverse rispetto all'inizio del campionato. Adesso dovremo affrontare partite importanti, già col Napoli e con la Lazio che si è sempre rinforzata. Ci vuole pazienza, tempo perché le cose non le fai dall'oggi al domani. Stiamo facendo cose egregie e i ragazzi hanno dimostrato di avere grande forza e attributi. Nell'intervallo? Non c'è stato bisogno di parlare tanto, in situazioni di difficoltà bisogna assumersi le responsabilità e io per primo le avevo, così come chi era in campo e chi era in tribuna.

Tutti uniti e compatti si esce da situazioni difficili: noi l'abbiamo fatto e dovremo tenerlo a mente perché dovrà darci forza per il futuro. Per migliorare il primo tempo bisogna giocare così il secondo: fare 4 gol al Milan non è da tutti. Il primo tempo sappiamo cosa c'è stato di sbagliato, con umiltà abbiamo apportato modifiche. Non tutte le partite possono essere affrontate nella stessa maniera, bisogna capire che non pressare a volte può essere una strategia. Sono tutte situazioni che si stanno evolvendo e oggi è stato molto importante: ci ha fatto capire che dobbiamo sempre usare la testa: le gambe sono le ultime dopo testa e cuore. Eriksen? Sia per Young che Moses per una questione di ruolo non è che ci voglia tanto tempo, per i centrocampisti diventa più complicato perché chiedo sempre qualcosa di memorizzato e di posizionarsi tra le linee. Cose che Christian ha nel DNA perché ha una grande lettura di calcio. Deve entrare nell'idea: avevamo l'idea di partire con lui, poi ho optato per Alexis per non stravolgere nulla. Sono contento perché ha una grande lettura e si sta inserendo: sta riprendendo il ritmo che aveva un po' perso. E' un giocatore che diventa sempre più importante. Mancini? Lui ha vinto tanto con l'Inter, mi auguro di fare quello che ha fatto lui, sarebbe già tanto per me. Sta facendo un grande lavoro, ci godiamo Oriali perché è una grandissima persona".