Cruz: “L’Inter non vinceva per Calciopoli, che strano quel Bologna-Juve! Balo? Fu montato”

La lunga intervista concessa dall’ex nerazzurro a Infobae: “Peccato per Adriano, era un fenomeno. Ma la morte del padre lo distrusse”

di Gianni Pampinella

Julio Cruz è uno di quei giocatori che sono rimasti nel cuore dei tifosi dell’Inter. In una lunga intervista concessa a Infobae, l’ex attaccante nerazzurro affronta diversi temi. Il primo riguarda Calciopoli e il Jardinero ricorda alcuni episodi ritenuti ”strani’ avvenuti prima che scoppiasse lo scandalo.

L’ex giocatore si riferisce in particolare a un Bologna-Juventus dell’aprile del 2003, finita 2-2 con gol di Camoranesi al 95′: “Ci fu una partita contro la Juventus. Stavamo vincendo 2 a 0 e stavamo gestendo con tranquillità, giocando in modo spettacolare, e alla fine abbiamo pareggiato. Gli ultimi minuti furono qualcosa di incredibile, ci fischiarono tutti i falli contro e diedero 7 minuti di recupero. Finimmo per pareggiare al 95′ minuto. Come fu possibile dare così tanti minuti di recupero? Ogni contatto con gli avversari era un fallo per loro. Uno poteva pensare che potesse capitare, ma poi tutto venne alla luce. Fu qualcosa di molto forte, il calcio italiano è visto in tutto il mondo. Da lì in poi l’Inter ha iniziato a vincere titoli, continuava a fare le cose per bene. Prima non poteva vincere perché perdeva partite incredibili. Alcune partite mi sono sembrate strane, con gli arbitri che intervenivano così tanto. Mi facevano fallo da rigore e mi dicevano che avevo simulato”

ADRIANO – “Era un ragazzo fantastico. È cresciuto in una favela, con problemi personali. La morte del padre ha fatto scattare un click nella sua testa ma in negativo. Ovviamente tutti abbiamo cercato di aiutarlo. Gli argentini, i portoghesi, come Figo, che parlavano la stessa lingua. Gli abbiamo parlato tutti, ma la mente umana è speciale. Non puoi sapere quello che uno pensa. Parlavamo con lui, ma mezz’ora dopo faceva quello che voleva. È entrato in depressione e non aveva la compagnia giusta intorno a lui e non l’hanno aiutato come avrebbero dovuto. È stato un peccato, perché era un fenomeno“.

BALOTELLI – “Abbiamo visto il potenziale, le cose che poteva fare, ma poi si inizia a pensare dove ha giocato… La testa è molto importante, non solo l’abilità. Tutto si basa sull’ambiente che hai. Oggi è a Brescia. All’inizio era calmo, umile, fino a quando ha fatto segnato alcuni gol importanti ed è partito di testa, o gliel’hanno fatta partire. Gli hanno fatto credere che fosse Pelé e invece era solo all’inizio“.

IBRAHIMOVIC – “Con Zlatan Ibrahimovic ho un rapporto eccellente. Non abbiamo mai avuto problemi. È difficile giocare con due 9 e la nostra altezza, ma non abbiamo mai avuto problemi. Di solito in attacco giocano uno alto e uno basso. C’è stato un anno in cui ha segnato 25 goal e io 22 o 23. Ci siamo capiti perfettamente e anche fuori dal campo“.

(Infobae)

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