I maestri, i giornalisti di Serie B e gli ‘esauriti’ del calcio. Odg, le scuse le meriterebbero altri

Risposta all’attacco di Italo Cucci sul Corriere dello Sport

di Sabine Bertagna, @SBertagna
Lo sfogo del tifoso è stato pubblicato nello spazio riservato alla posta di Italo Cucci

È veramente difficile chiedere scusa in questo paese. Lo è a tutti i livelli e in tutti gli ambiti. Lo è per qualsiasi categoria. Che tu sia un calciatore, un dirigente oppure un giornalista. Si sbaglia, è evidente. Tutti sbagliamo. La differenza la fanno due cose. La prima è il rispetto. Il rispetto per le opinioni degli altri. Per il lavoro degli altri. Per gli altri in quanto persone e professionisti. La seconda ha a che fare con l’etica che muove il nostro lavoro. Scrivere cercando di narrare sempre in buona fede. Raccontare fatti che abbiamo riscontrato. Non limitarci a pubblicare veline.

Controllare e verificare sempre, anche più di una volta. Elevarci da quella che può essere la nostra opinione per offrire un’informazione che sia il più possibile aderente alla realtà. Veritiera. Non ingannare il lettore: opinioni e fatti sono due cose molto diverse fra loro. Spesso si intrecciano pericolosamente fra loro e lo fanno in buona fede. A volte si confondono e la buona fede non c’entra nulla.

Il giornalismo è fatto di scelte. Scegli costantemente cosa scrivere, come scriverlo e come presentarlo ai lettori. Scegli il titolo, scegli le parole, gli aggettivi e persino le virgole. Scegli se pubblicare nella posta la lettera di un tifoso che alza i toni, scegli di non dissociarti da quello che il lettore sopra le righe afferma, scegli in ultima battuta di condividere la sua cattiveria e non essendo tutto questo sufficiente ne aggiungi della tua. Perché l’odio del web insegna e allora anche la carta stampata prende appunti. La domanda successiva è perché.

Perché ti servi di un tifoso per mettere in discussione Antonio Conte, il valore dell’Inter e i suoi risultati sportivi? Era necessario scadere nelle offese? Era necessario dare dell’esaurito a Conte per provare a contestare i suoi atteggiamenti, le sue dichiarazioni, le sue stesse azioni? Da un maestro di tanti mi aspetto qualcosa di più letterario e nobile. Mi aspetto che non si sporchi le mani con gli odiatori del web, che contesti giornalisticamente quanto ha fatto l’Inter in Champions League, il suo mercato, la rosa e gli infortuni. Che contesti Conte sul suo operato. Mi aspetto una tesi sostenuta ragionevolmente dai fatti non slogan divertenti su un giocatore che non veste più la maglia dell’Inter. Le parole sono importanti. Le offese sviliscono, invece. Screditano anche il lavoro di chi lo fa con passione e onestà. E non insegnano nulla.

Vorrei tranquillizzare Cucci. Non credo che Conte e Marotta abbiano bisogno di gettarsi nelle mie braccia o in quelle di Pistocchi per consolarsi dell’Europa perduta. C’ero anche io fuori dai cancelli di Appiano Gentile per la conferenza stampa di Antonio Conte che non si è tenuta. Possiamo commentare la decisione dell’Inter (dell’Inter tutta, non di Conte o di un dirigente: dell’Inter intesa come società) di aver annullato all’ultimo momento la conferenza, ma non credo sia nemmeno più questo il punto della questione.

Interessa davvero il diritto all’informazione? Fa differenza, come scritto nel comunicato dell’Ordine e dell’Ussi, che Conte sia un dipendente milionario? Il punto non è se Salvo esista. Il punto è se la lettera di Salvo con annessa risposta sia giornalisticamente inappuntabile. Sostiene tesi verificabili? Rappresenta puro diritto alla critica? Ha offeso qualcuno?

All’Ordine dei Giornalisti chiedo invece se ci sono colleghi che sia giusto difendere più di altri. Nella lettera del tifoso così sbalordito per la “beatificazione di Conte” ci sono accuse gravi e pesanti anche nei confronti dei telecronisti di Inter-Barca. Cosa non si direbbe per guadagnare la pagnotta, insinua il lettore pubblicato dal Corriere dello Sport. Cucci oggi mi risponde “accontentandomi” perché “così anche la Bertagna ha finalmente un bel pezzo sul giornale”.

Detto che non ho mai scritto a Cucci e che il mio pezzo è stato preso e pubblicato sul suo giornale senza avviso alcuno, scrivo per una testata giornalistica da anni. E sappiamo bene come per molti giornalisti l’articolo sul web sia qualcosa da classificare ad un livello inferiore rispetto alla carta stampata, ma nella pratica questa distinzione non esiste.

A meno che l’Ordine dei Giornalisti non voglia esprimersi in questo senso e stabilire che un giornalista che scrive sul web sia da considerarsi un giornalista di serie B. Vorrei anche io delle scuse e non alla mia persona. Vorrei delle scuse alla categoria, che penso sia decisamente migliore di quanto dimostrato in questa triste vicenda.

Conte deve scusarsi con Cucci, che ha legittimato l’offesa di un tifoso (dandogli dell’esaurito). Esaurito Conte, esaurita la Bertagna e anche Pistocchi. Ma attendiamo le scuse di Antonio Conte a Italo Cucci, ci mancherebbe. Poi potremo tornare tutti a scrivere felici e contenti di questi esauriti del mondo del calcio. Sdoganiamo gli insulti, critichiamo con livore. Facciamo un po’ di sano bar sport. Perché è quello in fondo il nostro compito, giusto?

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