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ESCLUSIVA Ferri: “Messi vale qualsiasi cessione. Zhang? Ha avuto coraggio. Chiesa? So che Conte…”

Marco Macca

FCInter1908.it ha intervistato in esclusiva l'ex difensore nerazzurro

Il potere del calcio è anche e soprattutto nei sogni. E' con il calcio che, in momenti di dolore e apprensione come questo, possiamo varcare i confini di casa nostra e immagine il domani, immerso nella normalità che tanto ci manca. Perché l'ultima partita, Juventus-Inter, si è giocata appena un mese fa, ma sembra, ahinoi, un secolo. E allora, perché non provare a sognare davvero. Per distaccarsi un attimo dalle immagini di paura, dal pianto e dall'impotenza. Perché non sognare un calcio diverso, un acquisto impossibile, una gioia futura? Ci ha pensato direttamente l'(ex) presidentissimo, Massimo Moratti, a far luccicare nuovamente gli occhi di tutti i tifosi dell'Inter. Messi a Milano? Possibile. Altro che sogno proibito. E via ai sogni, quelli veri. Immaginarselo lì, a incantare San Siro, è un esercizio talmente bello da vincere anche il nostro presente. E chissà che non possa diventare un futuro reale. Ne abbiamo parlato con un grande ex nerazzurro e tifoso doc come Riccardo Ferri.

Riccardo, è un momento difficile per tutti. Come stai vivendo questi giorni?

E' arrivato uno tsunami. La zona dove abito (Lodi, ndr) è la spiaggia. Siamo stati i primi a essere stati colpiti da quest'onda anomala. Non conoscevamo il problema, la sua portata, e ne siamo stati investiti. Ho perso degli amici e altri sono in difficoltà. Qui ci conosciamo tutti. E' dunque scattata la voglia di fare qualcosa per gli altri: medici, Protezione Civile, forze dell'ordine, anziani. Sapevamo chi poteva essere più in difficoltà. Pur stando in casa, volevo fare qualcosa per questa gente. L'idea è venuta al dottor Cipolla, pneumologo di Lodi, che attraverso il direttore sanitario, Massimo Lombardo mi ha chiesto se potessi metterlo in contatto con l'Inter, dato che gli ospedali, tra cui quello di Codogno, necessitavano di mascherine. Grazie al dottor Marotta, siamo riusciti a far arrivare nel giro di una settimana circa 26 mila mascherine all'ospedale di Lodi e 65 mila a quello di Bergamo. Questo mi ha dato grande voglia di mettermi in gioco. Ci è arrivato un regalo inimmaginabile. E c'è di più.

Prego.

Collaboro da un po' di anni con l'Istituto Nazionale Tumori, con cui creo degli eventi tramite la collaborazione di Inter Club e del dottor Enrico Regalia. Sono stato chiamato da loro perché anche loro necessitavano di un aiuto per avviare una raccolta fondi volta a ristrutturare un'ala dismessa dell'ospedale, volta ad accogliere tutti i malati oncologici di tutti gli altri ospedali milanesi e delle città limitrofe, liberando così dei letti per i malati di Covid_19. Io e mio figlio Marco ci siamo attivati anche sui social per questa campagna di sensibilizzazione. Siamo fiduciosi per l'aiuto che potremo dare all'Istituto Nazionale Tumori. Non dobbiamo dimenticarci delle altre malattie molto gravi. Anche loro avevano necessità di mascherine. Grazie ad alcune telefonate siamo riusciti a raccogliere mille mascherine dalla Svizzera: 500 già arrivate, per le altre ci stiamo attivato così che possano arrivare presto in Italia.