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Inter, ieri al triplice fischio i segnali dai quali ripartire. Ecco cosa è mancato

Daniele Vitiello

L'analisi di Fcinter1908.it dopo l'ultima gara del campionato nerazzurro

Lo scudetto non è scivolato via dalle mani dell'Inter ieri pomeriggio. Credere nel miracolo era lecito, perché lo sport ci ha abituati a colpi di scena clamorosi e in caso di notizie positive da Reggio Emilia sarebbe stato doveroso farsi trovare pronti, ma l'intero ambiente era ben consapevole dell'improbabilità dell'incastro favorevole. Non poteva essere altrimenti. La gara andava portata comunque a casa per una questione di orgoglio, come Inzaghi e i suoi ragazzi hanno fatto. Il minimo per ripagare il tifo dello straordinario affetto. Si ripartirà anche da questo, oltre che dalle tante indicazioni positive e dalla soddisfazione per aver conquistato in ogni caso due trofei.

Si ripartirà dalle lacrime di chi ha dimostrato di avere l'Inter nel cuore. Alla base di questo progetto c'è un gruppo solido e affiatato, che si ripresenterà ai nastri di partenza la prossima estate col coltello tra i denti. Gli stimoli non mancheranno di certo, perché la rivalità cittadina vive una nuova primavera e la voglia di tornare a primeggiare sarà ancora più accentuata. La rabbia per aver purtroppo perso uno scudetto alla portata alimenterà la voglia di vendetta sportiva che brucia e continuerà a farlo finché il cerchio non si chiuderà.

L'obbligo dei vertici del club ora è quello di fare di tutto per preservare tale sentimento di rivalsa. Il mercato estivo modellerà nuovamente un'Inter che ha però il dovere di conservare le proprie certezze. Non c'è altra strada per agevolare il lavoro di una guida tecnica che ha dimostrato di meritare la fiducia del club. Sarà compito di Inzaghi invece quello di consegnare ad alcuni elementi le armi per trovare una continuità di rendimento che talvolta è mancata e che forse più di ogni altro aspetto ha pregiudicato il cammino della squadra in campionato.