00:15 min

copertina

Lukaku, ma quale perdono? Ha fatto tutto lui: come è nato il colpo impossibile

Alfio Musmarra

Era gennaio quando parlavamo con il direttore Daniele Mari delle voci interne sulla voglia feroce di Lukaku di tornare. Ha fatto tutto lui

Credo fosse gennaio o febbraio, quando per la prima volta riportavo alcune voci interne che riguardavano un (ai tempi impossibile) ritorno di Romelu Lukaku in nerazzurro.

Ne parlavo proprio al direttore Daniele Mari col quale cercavamo di ragionare sui termini economici di un’operazione ai tempi impossibile sotto tutti i punti di vista.

E più passavano le settimane e più i contatti tra Romelu e l’Inter proseguivano, anzi si infittivano.

Settimana dopo settimana raccontavo di contatti, telefonate, della voglia feroce, ossessiva di Big Rom. Ma non trovavamo un modo che fosse uno, plausibile, che consentisse di poter iniziare a scrivere la storia di un ritorno che sembrava puro fantacalcio.

Perché ciò che era impossibile è diventato realtà contro ogni pronostico, ma in fondo è anche il bello del calcio. Mai dare nulla per scontato.

Perché i due scogli che sembravano insormontabili erano due:

1 come il Chelsea potesse accettare di svendere un giocatore pagato 115 mln di euro un anno prima

2 non meno importante: quando mai un giocatore si è dimezzato l’ingaggio? Badate bene: non decurtarsi, bensì dimezzarsi che è molto diverso.

Cosi, ho semplicemente raccontato questa vicenda prendendola con tutte le dovute cautele del caso. Riportando i contatti, le telefonate e la forza via via sempre crescente e determinata di Big Rom di tornare a Milano.

Perché oggi tutti dimenticano. Ma in questi mesi, diversi club sono stati accostati a Romelu ma nella sua testa non ci sono mai state alternative che non fossero l’Inter. E questa sua determinazione è stata talmente feroce che se oggi torna in nerazzurro per la maggior parte è merito suo. Nessuna balla, nessuna fantasia, nessuna invenzione. Solo fatti.

Eviterei poi certi cliché del tipo ’testa bassa e lavorare’. Lukaku per primo sa che deve riconquistare la fiducia dei tifosi ma se ci riflettete un attimo, tutto quello che ha fatto per ritornare credo che sia già un’ottima base di partenza. Di più sarebbe difficile pretendere.

Il resto poi sarà tutto da scrivere. Se senza il suo mentore Antonio Conte saprà rendere lo stesso, se saprà far bene come le due prime stagioni in nerazzurro. Tutti questi SE li lasciamo a chi si augura ardentemente che non torni ad essere il Re di Milan. Quello che in due stagioni collezionò in 95 presenze, 64 gol e 16 assist.