Il labirinto del mercato è un posto dispersivo e caotico, ma Marotta rimane quello che trova l’uscita prima di tutti. E l'Inter accelera

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VIDEO FCIN1908 / Marotta carico: "Mercato? Ci sono opportunità. E coglieremo! E lo scudetto..."

Cosa diavolo nasconde tra quelle carte? Ha in mano una coppia o una scala reale? Andare a vedere è un enorme rischio, perché i bluff di Marotta sono difficili da interpretare e anche in questa esperienza all’Inter sta dando dimostrazione della sua enorme abilità da manipolatore. Il calciomercato è un grande labirinto di strade che si intersecano con disordine, con dentro migliaia di uomini che cercano l’uscita. Lì dentro, Marotta, è quello che non perde mai la bussola, quello che conosce le scorciatoie e manda fuori strada chi prova a stargli dietro.

Da Spalletti a Conte, da Kulusevski a Tonali, l’ex bianconero imbastisce trame di mercato e duella a distanza con Fabio Paratici, suo ex alleato ai tempi della Juventus e primo “nemico” nell’attualità. Perché i dispetti tra i due non sono casuali e sicuramente proseguiranno nel tempo. Dinamiche che obbligano Marotta ad ulteriore attenzione e prudenza nel pianificare mosse e strategie.

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La corsa a Tonali, il vero primo obiettivo

A cominciare da Tonali. Guai a nominare il suo nome. Fino a qualche mese fa, il centrocampista del Brescia era l’innominabile. Impossibile arrivarci, costa troppo. Marotta si affrettava a risolvere così la questione a chi provava a chiedergli del classe 2000. Negazione strategica, decisa. Quasi ci credeva anche lui. E invece era proprio in quelle ore che iniziava a dialogare con Cellino per strappare una promessa di acquisto che ad oggi lo pone davanti a tutti, anche alla stessa Juve, che pochi mesi fa gli ha portato via Kulusevski con un’offerta che l’Inter ha ritenuto congruo non pareggiare. Perché? Perché Marotta vuole Tonali.

Affare Chiesa, tra bluff e depistaggi

E non solo, Marotta vorrebbe anche Federico Chiesa. L’esterno viola è un pallino di Conte e si trova in cima alla lista del mercato nerazzurro, ma fino a qualche mese fa da viale della Liberazione facevano sapere che l’ultima annata, negativa, del calciatore imponeva qualche riflessione. Meglio un Castrovilli, dicevano. Enorme bluff, anche questo. Erano già a conoscenza della volontà di Castrovilli (vuole proseguire a Firenze un’altra stagione) e si apprestavano ad andare dritti su Chiesa, proponendo prima Nainggolan e poi Vanheusden. La trattativa è ancora apertissima.

E Christian Eriksen? Vi ricordate cosa si diceva? “La concorrenza del Real è fortissima e a ogni modo è impossibile che arrivi a gennaio”. Ancora una giocata di fino da parte di Marotta, che invece aveva già il sì del calciatore e del suo agente per il trasferimento a Milano nel mercato invernale. Questi citati sono solo alcuni esempi, ma ben descrivono l’operato dell’attuale amministratore delegato dell’Inter, quello che un no può significare assolutamente sì e viceversa. Il labirinto del mercato è un posto dispersivo e caotico, ma Marotta rimane quello che trova l’uscita prima di tutti.

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