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Moratti: “2003 vendicato, Inzaghi bravissimo. City? L’Inter darà molto fastidio perché…”

Marco Astori Redattore 

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, ha parlato ai microfoni di TMW. Queste le sue considerazioni sull'Euroderby

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, ha parlato ai microfoni di TMW. Queste le sue considerazioni sull'Euroderby di Champions League stravinto dall'Inter: "Sono state due partite che hanno dato luce a tutta la stagione. In futuro saranno soprattutto queste due gare contro il Milan ad essere ricordate. Poi non parliamo della finale, facciamo finta di niente (ride, ndr). Queste due gare hanno dato ricordo e storia alla squadra di questa stagione: importantissime e bellissime, soprattutto i primi 20 minuti dell'andata, che sono stati decisivi non solo per i gol, ma per una tale superiorità che ha fatto nascere un grande complesso nel Milan".

Questa vittoria vendica l'eliminazione del 2003?

"Certamente. C'era in palio la stessa cosa, a quei tempi andò male, questa volta è andata bene, anzi. Direi molto bene, nel senso che non ci sono stati dubbi su quello di fosse il merito di chi dovesse andare in finale".

Che cosa significa per l'Inter tornare in finale dopo 13 anni?

"È una grandissima soddisfazione, una gioia immensa vedere i tifosi felicissimi e comunque essere tra le prime due squadre in Europa è una bellissima cosa. Ha un significato grandissimo perché il calcio è questo, la Champions League è il titolo più importante in questo sport, quindi poter partecipare alla finale rende orgogliosissimi".

Inzaghi ha cambiato rotta improvvisamente a questa squadra. Dove ha inciso maggiormente?

"Devo dire che se uno guarda il cammino in campionato può essere soltanto deluso dalle 11 sconfitte, cosa che io stesso, molto sinceramente, ero nei confronti di Inzaghi. Se poi però si va a vedere cosa ha fatto nelle coppe è miracoloso, è bravissimo. La squadra ha giocato non solo bene, ma con il carattere ed il piglio giusti per arrivare in finale. Super complimenti, ritiro tutti quelli che potevano essere i dubbi su di lui".

Lautaro ha trascinato l'Inter in finale. Un altro argentino dopo Milito riporterà i nerazzurri sul tetto d'Europa?

"Nella tradizione sarebbe una cosa bellissima e può starci benissimo, il calcio regala queste cose. Lautaro ha carattere, classe e capacità per aiutare l'Inter a vincere. Io poi considero che uno dei personaggi più importanti della squadra sia assolutamente Barella perché è quello che ha continuato a giocare bene sempre".

Il Manchester City sembra imbattibile. Quante chance ha l'Inter di vincere?

"Non lo so. Di finali me ne intendo e mi intendo soprattutto del fatto che bisogna essere scaramantici fino alla fine (ride, ndr). L'Inter è veloce nel gioco, questo è un gioco totalmente diverso da quello del Real Madrid, quindi non si possono fare confronti, ma i nerazzurri sono sorprendenti, giocano in profondità e molto sinceramente può dare molto fastidio al Manchester City, che resta fortissimo".

Come gestirà questo avvicinamento al 10 giugno l'Inter che, oltre alla finale di Coppa Italia, non avrà da pensare troppo alla Serie A come nel 2010?

"Nel 2010 avevamo campionato, Coppa Italia e Champions League. Furono tutte e tre finali, erano tutte e tre in bilico e Milito ce le risolse tutte. Questa volta, non che sia una fortuna, ma al campionato non dobbiamo pensarci. C'è la finale di Coppa Italia, che è una gara certamente seria, ma la differenza di valore tra Inter e Fiorentina c'è. Le partite singole però, e ce lo insegna proprio Inzaghi, sono da considerarsi a sé. Speriamo che l'Inter abbia la concentrazione per poter vincere anche quel trofeo".

C'è un giocatore di questa Inter che le ricorda uno del Triplete?

"No, non faccio mai questi confronti. Non riesco, da un punto di vista umano mi è difficile".

Che effetto le ha fatto vedere Materazzi e Sneijder in Curva Nord durante il derby?

"Questi signori sono interisti e felici di essere interisti perché ne hanno tratto delle soddisfazioni notevoli, oltre ad aver dato tantissimo all'Inter. Materazzi per tanti anni, Sneijder per poco tempo, ma è stato decisivo. Fa piacere che partecipino con il tifo ancora adesso per la squadra che li ha resi famosi".

Anche Mourinho ha raggiunto una finale, anche se di Europa League. E a Leverkusen ha giocato come a Barcellona nel 2010.

"Ma è bravissimo, bravissimo. Lui è pratico, pragmatico. Tutti ne parlano come se fosse un uomo immagine che dice le battute giuste, ma è un lavoratore serio ed è pragmatico. Ieri sera ha fatto una partita perfetta per la Roma e mi fa molto piacere per lui che abbia costantemente le soddisfazioni che merita nel ruolo che ha".