Perisic: rimpianto o affare? Numeri importanti, ma troppe pause: il bilancio all’Inter

Perisic: rimpianto o affare? Numeri importanti, ma troppe pause: il bilancio all’Inter

Il bilancio di Perisic in nerazzurro

di Marco Macca, @macca_marco

Croce o delizia? Se lo sono chiesto tante volte i tifosi dell’Inter in questi quattro anni di Perisic a Milano. Quante volte il croato è stato davvero “Ivan il Terribile” e quante, invece, ha fatto storcere il naso a tutti i nerazzurri per la sua indolenza e per le sue prestazioni opache? Di certo, i numeri dell’esterno, trasferitosi nei giorni scorsi al Bayern Monaco in prestito con diritto di riscatto, non sono affatto banali: “Il bilancio finale della sua storia (di odio e amore) in nerazzurro parla di 163 presenze in totale, 40 gol e 37 assist. Insomma, tanta roba“, scrive gazzetta.it, che si interroga, appunto, sul reale significato lasciato all’Inter dal giocatore che, tecnicamente, è ancora di proprietà nerazzurra:

TIFOSI DIVISI – “C’è chi già lo rimpiange, ma c’è anche chi, ed è forse la maggioranza, tira un sospiro di un sollievo. Ora, è fuori di dubbio che, in queste stagioni a Milano, il croato vicecampione del mondo sia diventato un po’ croce e un po’ delizia. Il bilancio finale della sua storia (di odio e amore) in nerazzurro parla di 163 presenze in totale, 40 gol e 37 assist. Insomma, tanta roba. In quattro stagioni, i suoi colpi migliori li ha probabilmente mostrati nell’anno travagliato dei quattro allenatori saltati (2016/17: De Boer, Vecchi, Pioli e Vecchi) e nella prima di Spalletti (2017/18). Due annate in cui Ivan è andato in doppia doppia: 11 gol e 11 assist. Era lui, con Icardi, il terminale offensivo della squadra“.

PAUSE – “Ivan è stato anche l’uomo delle (lunghe) pause, a volte inspiegabili: nell’ultima stagione dopo una buona partenza (2 gol e un assist nelle prime tre gare) è entrato in una fase letargica durata 13 partite, interrotta solo da un gol realizzato al Chievo. Seguita poi da un altro intermezzo di due mesi e mezzo in cui ha collezionato solo 1 gol (Fiorentina) e una serie di panchine. Il suo risveglio? È arrivato, come quello di tutta la squadra, dopo il derby vittorioso (3-2). E allora ecco che nelle ultime 11 partite, ha rastrellato 4 reti (Genoa, Frosinone, Roma e ancora Chievo), un assist e un ruolo (con Icardi che si era auto-esiliato e con cui non sono mancate frizioni e punzecchiature) da vero leader in campo, per atteggiamento e garra“.

BOCCIATO – “Con il cambio in panchina da Spalletti ad Antonio Conte e con il suo finale della passata stagione positivo, il croato sembrava destinato a diventare un sicuro protagonista della nuova Inter. Nel 3-5-2 tanto caro al tecnico leccese, il numero 44 avrebbe dovuto essere il quinto di sinistra. Il tuttocampista.Un ruolo alla Eto’o del Triplete, per intenderci. Invece… Antonio Conte lo ha sonoramente bocciato. Boom! Game over. È giunto il momento di cambiare aria davvero. L’obiettivo nella sua nuova vita a Monaco? Quello di tornare a essere letale. E terribile“.

(Fonte: gazzetta.it)

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