Pirola: “Quanto è forte Kaio Jorge. Inter, dovevo restare. Conte mi voleva, poi mi ha detto…”

Lorenzo Pirola, approdato al Monza in prestito, ha raccontato i dettagli della trattativa che lo hanno portato nel club di Berlusconi e Galliani

di Redazione1908

Lorenzo Pirola, approdato al Monza in prestito, ha raccontato i dettagli della trattativa che lo hanno portato nel club di Berlusconi e Galliani.

“In realtà non avrei dovuto lasciare l’Inter, è successo tutto l’ultimo giorno di mercato. Conte voleva tenermi in squadra, ma all’ultimo mi ha detto che per la mia crescita sarebbe stato meglio un percorso fuori dall’Inter. E io ho accettato. Mi volevano il Monza e altri club di Serie B, ma il progetto di questa società mi ha convinto. La chiamata di Galliani per me è stata un grande orgoglio e anche se so che sarà difficile ritagliarmi uno spazio lavorerò sempre al massimo”, ha raccontato Pirola a Calciomercato.com.

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Chi è l’attaccante più forte che ha affrontato?
“Sicuramente Kaio Jorge del Santos, l’ho dovuto marcare in un Brasile-Italia al Mondiale Under 17 dell’anno scorso. E’ tecnico, veloce e ha un gran senso del gol”

Quanto si cresce allenandosi con Skriniar, Godin e de Vrij?
“Da compagni del loro livello c’è sempre da imparare, lavoro sempre al massimo e con grande umiltà. Con loro ho avuto un bellissimo rapporto, mi davano consigli e mi aiutavano. Con Skriniar e altri ex compagni mi sento ancora, sono stati contenti del mio debutto”.

C’è chi dice che assomiglia a Chiellini, ci si rivede?
“Effettivamente sì. Anzi, mi andrebbe benissimo fare la sua carriera. A parte gli scherzi, anch’io ho un gioco aggressivo che punta molto sulla fase difensiva”.

Chi era il suo idolo da bambino?
“Nell’Inter del Triplete Walter Samuel, ora studio Sergio Ramos. Sogno un giorno di avere la sua maglia”.

Qual è la maglietta alla quale tiene di più?
“Tra le più importanti c’è sicuramente quella di Vertonghen del Tottenham, l’ho presa durante la tournée in Cina con l’Inter. In quella partita ho dovuto marcare un attaccante niente male come Son”

Il 16 luglio scorso l’esordio in Serie A con l’Inter. Si ricorda quel momento in cui è entrato al posto di Candreva?
“Sì benissimo. Ad essere sinceri prima o poi me l’aspettavo di debuttare, perché sono sempre stato aggregato alla prima squadra. Durante quella partita, tra me e me mi sono detto che magari quella sarebbe potuta essere al volta buona visto che stavamo vincendo 4-0. E infatti appena mi ha detto di scaldarmi che sarei entrato io dentro di me ho avuto un mix di tante emozioni. Per me che sono tifoso interista è stato speciale poter esordire con questa squadra”.

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