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Sanchez e Vidal, voglia di rivincita: rifiutata la rescissione. Ora l’Inter…

Sanchez e Vidal, voglia di rivincita: rifiutata la rescissione. Ora l’Inter…

I due cileni da lunedì si aggregheranno al gruppo: entrambi puntano a riscattare una stagione di alti e bassi

Fabio Alampi

Prosegue il rientro in Italia dei vari calciatori dell'Inter recentemente impegnati con le rispettive Nazionali: i prossimi, destinati a rientrare in gruppo a partire da lunedì, saranno Alexis Sanchez e Arturo Vidal, reduci dalla Copa America con il Cile. I due, complici i loro ingaggi particolarmente pesanti, un rendimento non sempre all'altezza e i diversi infortuni subiti, potrebbero non rientrare più nei piani nerazzurri. Ma la loro volontà, come scrive Tuttosport, è chiara: vogliono rimanere a Milano.

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Vidal, no alla rescissione

"Vidal, tra una cena con lo sceicco Mana al Maktoum e un tuffo in un'esclusiva piscina a Dubai, segue anche in vacanza i consigli dell'amico e fidatissimo preparatore atletico personale Juan Angel Ramirez Diez. Nella testa di Arturo c'è il desiderio di mostrare con continuità anche ai tifosi dell'Inter la forza di un guerriero capace nella passata annata di fare la differenza solo a tratti, con un plus comunque non di poco conto relativo alla rete del momentaneo 1-0 siglato contro la Juventus, nella gara che diede le certezze necessarie ai nerazzurri per capire di poter davvero diventare campioni d'Italia.

Vidal non vuol sentir parlare di rescissione del contratto - se non a certe condizioni - e anche se il Boca Juniors lo accoglierebbe a braccia aperte, si auspica di diventare una risorsa preziosa per il centrocampo di Simone Inzaghi".

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La convinzione di Sanchez

"Stesso discorso per Sanchez, che è certo di poter dare un contribuito importante alla causa interista, a patto che finalmente possa mettere da parte i cronici acciacchi fisici che lo hanno limitato nelle ultime stagioni. Non è un caso che per importanza potenziale e modo di giocare sia stato già accostato a quel Joaquin Correa che alla Lazio, e sotto gli ordini del tecnico piacentino, aveva fatto così bene. Il suo soprannome resterà sempre quello di «Nino Maravilla», ma adesso è ora di dimostrare che il terribile ragazzino è diventato un uomo maturo, sui cui poter contare ad occhi chiusi, senza se e senza ma".

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