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fcinter1908 coppa italia Marcolin: “Inter forte ma ecco qual è il suo punto debole. La Lazio…”

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Marcolin: “Inter forte ma ecco qual è il suo punto debole. La Lazio…”

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Dario Marcolin, ex giocatore della Lazio ed attuale opinionista DAZN, ha parlato così a Lalaziosiamonoi.it della finale di Coppa Italia
Matteo Pifferi Redattore 

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Dario Marcolin, ex giocatore della Lazio ed attuale opinionista DAZN, ha parlato a Lalaziosiamonoi.it della finale di Coppa Italia tra Inter e Lazio.

Nel 1998 hai detto che il pubblico ha fatto la differenza. Quanto sarà importante per la Lazio avere i suoi tifosi in finale?

"A noi ha fatto la differenza. La fortuna ha voluto che noi giocassimo la partita di ritorno in casa. La Lazio è una squadra abituata a giocare le finali di Coppa Italia e di Supercoppa Italiana, quindi fa parte della sua storia. Noi abbiamo vinto nel '98 e nel 2000. La gente della Lazio spinge e fa la differenza. Credo che la sua importanza si sia vista nella partita contro il Milan. Probabilmente senza il pubblico dalla sua parte quella partita non la sarebbe riuscita a vincere. E non per una questione tecnica, ma perché con i tifosi dalla sua parte la Lazio ha qualcosa di più. Un dodicesimo uomo in campo. Per chi giocherà rivedere lo stadio pieno significa avere una responsabilità in più, dare di più".

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Andiamo sul campo. Quali sono i punti di forza e i punti deboli di Sarri e Chivu?

"Chivu ha cavalcato l'onda di Inzaghi, aggiungendo la pressione alta, la verticalizzazione più immediata e delle rotazioni tra centrocampo e attacco. Ha mantenuto l'ossatura aggiungendo qualcosa delle sue idee. Sfruttano tanto i quinti. Dimarco e Dumfries partono dagli esterni, ma diventano due ali alte. La bravura dell'Inter è che attacca con sei uomini: i due interni di centrocampo, i due esterni e i due quinti. In Italia non sono tante le squadre che lo fanno. Il problema dell'Inter potrebbe essere lo sbilanciamento offensivo. Attaccando con tanti uomini se la palla esce puoi concedere spazio agli avversari. Chi ha fatto risultato con l'Inter ha sfruttato questo punto debole. Uno dei punti di forza della Lazio è il sogno. Dalla partita contro il Milan in poi ho visto la Lazio di Sarri. Ho rivisto le traiettorie, le letture, la difesa alta, la fase offensiva, la verticalizzazione e la veolcità di Sarri. E questo è ottimo. Inoltre, la Lazio a Cremona ha dimostrato di avere un momento psicofisico che in questa stagione non ha mai avuto".

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Andiamo sui singoli. Per Sarri quanto è importante poter contare su un giocatore come Kenneth Taylor?

"Taylor è arrivato un po' in sordina. Io l'ho paragonato più volte ad Aaron Winter perché tatticamente sanno giocare a calcio, sanno muoversi nel campo. La scuola olandese è molto tecnico-tattica, insegna a saper giocare con il pallone tra i piedi. Taylor questo lo sa fare benissimo. In telecronaca l'ho definito un giocatore intelligente, che gioca a uno o due tocchi, ha sempre la posizione giusta, che sia offensiva o difensiva. Lui e Winter, nelle proprie squadre, hanno portato qualcosa di più dal punto di vista tattico rispetto ai compagni e agli altri giocatori del campionato. Taylor è stata una sorpresa positiva. Si è sentito subito nel gioco di Sarri che, infatti, non lo ha mai sostituito. Ha trovato un giocatore che parlava la sua lingua, che aveva gli stessi movimenti di Hamsik nel Napoli. Un giocatore intelligente"