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Zeru titoli facile se in Europa sei nulla. Conte, non è rumore dei nemici ma frastuono di pianti

Zeru titoli facile se in Europa sei nulla. Conte, non è rumore dei nemici ma frastuono di pianti - immagine 1
Il tecnico del Napoli si è lasciato andare all'ennesimo sfogo dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia. Ma di chi è la colpa?
Sabine Bertagna Vice direttore 

Ma ve lo ricordate il rumore dei nemici di José Mourinho? Quella tensione modulata su una nota sempre alta, ma mai ripetitiva o banale? Le frasi che fotografavano in anticipo uno scenario probabile ma non scontato? Le partite che erano battaglie, anche in 9, anche stremati ma mai domi? Mou lo aveva detto con stile, ma rischiando moltissimo. Qui ci saranno squadre che si leccheranno le ferite con zeru titoli. E così successe.

Se nella gloria dei secoli del calcio si parla ancora di questo, un motivo prezioso ci sarà. Abbiamo vissuto quei mesi di incerta follia guidati dallo Special One, che non ha mai vacillato. E se a non dubitare di quell'Inter era proprio lui, come potevamo essere noi a farlo? Ricordi di altri tempi, anche a livello di comunicazione efficace che si piegava perfettamente alla causa. Indelebili.

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Antonio Conte ha deciso ieri di fare sua una citazione così importante e così interista, senza percepirne il senso più profondo. Facile dire oggi che l'anno scorso qualcuno ha finito il cammino a zeru titoli. Un'Inter che in campionato - perché nelle altre competizioni del Napoli non vi era traccia - è finita ad un punticino dalla sua squadra ma con un "piccolo" particolare (attenzione, valido solo quest'anno): una ventina di partite in più sul groppone rispetto a quelle giocate dalla sua squadra. Ma che sarà mai, prendete la bicicletta e pedalate, ci ricordava severamente il tecnico dei partenopei un anno fa.

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Il calendario, gli infortuni, gli arbitri, il Var, i troppi giocatori comprati, i giocatori che prima erano troppi ma poi sono diventati pochi, i giovani che per emergenza si devono far giocare, insomma. È tutto insostenibile. Qui, Antonio Conte, i nemici che elenchi sono tanti. C'è un iper affollamento. Su cosa ci concentriamo? Comunicare, attaccare, provocare sono anch'esse arti del nostro calcio. Ma bisogna utilizzarle bene se si vuole essere ascoltati. Questo rumore dei nemici - che nulla ha a che vedere con quello di Mourinho - sta stancando le platee. Immolarsi per la causa sì, va bene. Ma quale? La Champions League è andata, la Coppa Italia pure. Allora, le colpe, dove risiedono? Con chi devono essere furenti i giocatori che scendono in campo? L'ennesimo sfogo di Conte è arrivato ieri, dopo la sconfitta ai rigori con il Como di Fabregas, con un tentativo goffo di attaccarsi ai titoli già vinti. Più che il rumore dei nemici, qui per ora, si sente solo il frastuono delle lamentele.