lo scudetto ormai in mano, la finale di Coppa Italia conquistata, e la prospettiva di chiudere la stagione con una prestigiosa doppietta. L'Inter è entrata nel rettilineo finale con il vento in poppa, guidata da un tecnico come Cristian Chivu che sta raccogliendo consensi partita dopo partita. Fcinter1908 ne ha parlato con Alberto "Jimmy" Fontana, ex portiere nerazzurro.

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ESCLUSIVA Fontana: “Martinez può meritarsi l’Inter. Vicario? Mi piace ma ho debole per…”
L'Inter, dopo un periodo non particolarmente brillante tra febbraio e marzo, sembra aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori: scudetto a un passo e finale di Coppa Italia raggiunta.
"È giusto essere un po' scaramantici, ma direi che per lo scudetto ormai è fatta. Poi è logico che finchè non c'è la matematica... Una cosa che mi piace molto è che un allenatore alla fine deve scegliere gli 11 da mandare in campo, ma è da quelli che entrano a gara in corso che vedi la forza del gruppo: quando vedi gente con entusiasmo, con voglia, come anche contro il Como ieri sera, vuol dire che Chivu ha fatto un gran lavoro. Complimenti a lui e all'Inter. Contro il Como non è stato facile, ma alla fine la vittoria è stata oggettivamente meritata".
Contro il Como sono state decisivi gli ingressi dalla panchina, con scelte per certi versi anche coraggiose da parte di Chivu. Come valuti il suo lavoro al primo anno sulla panchina della Prima Squadra dell'Inter?
"Credo che la dote migliore di un allenatore sia il saper leggere la partita: ci sono delle indicazioni, i grandi giocatori, poi tocca al grande tecnico ottenere il meglio da quello che ha. Chivu sa leggere le partite: ripeto, l'entusiasmo e la positività di chi entra è indice di grande rispetto e capacità di gestione del gruppo. Qui si vede il grande lavoro dell'allenatore e della società. L'autorevolezza te la guadagni in base a come ti comporti: Chivu se l'è guadagnata, contro il Como chi è entrato ha cambiato la partita, e non è poco. L'Inter ha una rosa ampia, e tenere tutti pronti non è una cosa da poco. Un aspetto che spesso non si sottolinea con la giusta enfasi".
Contro Cagliari e Como si è rivisto in porta Martinez. Come giudichi le sue prestazioni?
"Si è fatto decisamente trovare pronto, e non era facile. È un ragazzo ancora giovane, un investimento importante dell'Inter, e credo che staranno valutando, in vista della prossima stagione, come gestire la sua posizione. Bravo lui, ma bravo anche chi l'ha portato a essere pronto dopo quello che è successo in questi mesi".
In estate, con ogni probabilità, l'Inter ripartirà senza Sommer. Daresti una chance a Martinez o punteresti su altri profili?
"Giocare nell'Inter, guardando la storia dei suoi portieri titolari, è difficile, entriamo nell'elite. Sicuramente Martinez può giocarsi le sue carte, poi che l'Inter si guardi intorno per portarsi a casa un giocatore importante fa parte del suo status, probabilmente aggiungerà qualcosa in quel ruolo. Martinez è stato pagato tanto, se fa bene magari potrebbe anche cambiare l'ottica della società.
Vicario? A me piace tanto, da sempre. Ha avuto qualche problema, è stato operato. Mi auguro che, se l'Inter vuole fare davvero qualcosa in porta, si decidesse di puntare su un italiano, visto che in questo momento secondo me abbiamo tanti ragazzi bravi. Donnarumma a parte, c'è gente come Vicario, Carnesecchi, Caprile. E poi ho un debole per Motta, questo ragazzo della Lazio: diamogli tempo, la strada è lunga e non bisogna sovraccaricarlo di aspettative, ma mi piace molto".
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