L'attesa è finita: l'Italia affronta questa sera la Bosnia, in palio il pass per il Mondiale. Grande pressione sugli Azzurri, che non possono sbagliare dopo aver fallito la qualificazione alle ultime due edizioni. Fcinter1908 ne ha parlato con l'ex attaccante Massimo Marazzina.

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ESCLUSIVA Marazzina: “Italia, giusto ripartire dai calciatori dell’Inter. Esposito? Penso che…”
L'Italia si gioca l'accesso al Mondiale questa sera contro la Bosnia: un appuntamento da non fallire.
"Per vincere servirà tutto: la tecnica, i nervi ben saldi, la capacità di soffrire. La qualità deve uscire, noi siamo più bravi di loro, ma è già capitato che uno più bravo possa inciampare. Non so se i nostri hanno gioito perchè ritengono la Bosnia più debole del Galles, io avrei preferito il Galles se avessi potuto scegliere. Non sarà una partita semplice, ci sarà un clima infuocato, la posta in palio è altissima".
Oltre alle insidie dell'avversario e la pressione psicologica, si parla tanto dello stadio. Quanto può incidere questo fattore?
"Il fattore stadio può sicuramente incidere, e oltretutto noi non abbiamo tanta gente abituata a sfide internazionali, a finali, a grandi eventi. Un po' di tensione ci sarà, così come ce l'avrà la Bosnia. Loro giocano in casa e questo alza le loro possibilità, se avessimo giocato in Italia avrei detto 75% per noi, ora direi 60-40 per gli Azzurri".
In attacco Gattuso pare intenzionato a riproporre la coppia Kean-Retegui, con Esposito inizialmente in panchiana. Condividi questa scelta?
"Gattuso non è impazzito all'improvviso, se ha scelto così ci sarà un motivo. Il fatto che Retegui abbia sbagliato una partita non significa che sia diventato scarso, l'anno scorso è stato il capocannoniere della Serie A. Poi magari Esposito può essere utile a partita in corso quando può essere fresco e determinante come contro l'Irlanda del Nord. Penso sia questa la visione di Gattuso, non è un'amichevole che possiamo fare esperimenti: giocano quelli che si pensa che possano dare subito delle garanzie importanti. A me Pio piace da morire".
In difesa Bastoni non è al meglio, ma stringerà i denti come fatto contro l'Irlanda del Nord, mentre a centrocampo non mancherà Barella, nonostante una stagione non eccezionale. Giusto partire dai leader del gruppo?
"Secondo me è giusto riproporre la stessa squadra che ha giocato l'ultima partita, si crea coesione e si dà continuità, a meno che non ci siano particolari problemi fisici. Bastoni e Barella poi sono due giocatori dell'Inter, da anni giocano la Champions League, le partite importanti le conoscono e le sanno preparare: questo fattore conta tanto, soprattutto in un gruppo con poca esperienza internazionale".
Da chi ti aspetti tanto in questa partita?
"Credo che con la qualità che abbiamo, mi aspetto tanto dalla difesa: siccome abbiamo più qualità rispetto alla Bosnia, credo sarà importante non prendere gol, perchè tanto prima o poi noi lo facciamo. Bisognerà giocare di squadra, senza stare a difendersi: loro giocheranno con più foga e più veemenza, il rischio di una deviazione o una mischia c'è. Spero che la difesa non faccia soffrire il nostro portiere, se prendi gol ti viene ansia, l'ambiente si carica... Bisognerà limitare Dzeko: lo conosciamo, lui conosce noi. I giocatori dell'est, poi, sono molto freddi, hanno più self control, basta vedere come hanno calciato i rigori in Galles: sono difficili da affrontare".
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