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Inter, a Dumfries e Calhanoglu fino a Lautaro: gli infortuni pesano. 67 partite saltate

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Nell'arco di una stagione gli infortuni capitano a tutte le squadre, Inter compresa. Ora Lautaro e Bisseck ma sono tanti i giocatori rimasti ai box
Andrea Della Sala Redattore 

Nell'arco di una stagione gli infortuni capitano a tutte le squadre, Inter compresa. Ora Lautaro e Bisseck ma sono tanti i giocatori rimasti ai box. Più di tutti Denzel Dumfries.

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"Quelle attuali dell’Inter sono due: il capitano argentino e Bisseck. Nel resto della stagione i nerazzurri hanno fatto a meno di «Pepo» Martinez, Bastoni, Acerbi, Carlos Augusto, Dumfries, Darmian, Calhanoglu, Barella, Frattesi, Diouf, Mkhitaryan, Thuram e Bonny, per periodi e motivi diversi. Il blocco intero ha saltato complessivamente 67 partite di campionato, 95 in tutte le competizioni. L’elemento che ha trascorso più giorni e giornate lontano dal campo è stato Dumfries: 15 gare saltate soltanto in Serie A, tra il dodicesimo e il ventiseiesimo turno, più 5 di Champions League e 2 di Coppa Italia, per un totale di 22 gare e 107 giorni fuori. Un’eternità, ma le noie alla caviglia, e l’operazione ai tendini diventata praticamente scelta obbligata a fine dicembre, non potevano essere certo smaltite in tempi più rapidi. Chivu non ha mai cercato alibi, da quando è l’allenatore dell’Inter ha parlato veramente poco di infortuni e, al massimo, solo per fare da bollettino. Mai un commento in più su questa o quella assenza, anche perché ha sempre potuto contare su un sostituto dell’acciaccato considerato comunque prima linea", scrive La Gazzetta dello Sport.

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"Tutto parte del pacchetto del Cristian-pensiero sulla gestione di un gruppo che non può (non deve) adagiarsi sui problemi ma risolverli. Come ha fatto lui con qualsiasi defezione. Tanto poi ci pensano i numeri a evidenziare da chi è «dipendente» la squadra. Lautaro è in cima a questa lista e senza troppi dubbi possiamo dire sia seguito da un Calhanoglu che con 9 gol in A è il secondo miglior marcatore interista. Il turco ha saltato 8 gare di campionato, Chivu ha tamponato quel vuoto in cabina di regia rivalutando e rigenerando Zielinski. Altri dentro-fuori: al posto di Lautaro ha guadagnato ancora più spazio Pio, senza Bisseck si (ri)sposterà Akanji — uno dei pochi immuni ai guai muscolari — sul centrodestra e in mezzo ricomparirà Acerbi, quando si è fermato Bastoni sulla sinistra ha agito Carlos Augusto senza far rimpiangere l’azzurro. Le operazioni di valorizzazione sono costanti, alcune sortiscono i risultati sperati, altre lasciano un velo di dubbio (vedi Luis Henrique-Dumfries) ma sono diventate il pane quotidiano di un Chivu che con gli infortuni, in questa sua prima stagione intera alla guida di una prima squadra, ha provato a fare sempre di necessità virtu. Per ogni mancanza, una soluzione. In risposta a ogni assenza, un’alternativa valida. Adesso, però, il nuovo esame senza Lautaro diventa uno dei test più impegnativi in un aprile cruciale per la lotta al titolo", analizza La Gazzetta dello Sport.