"Si è fatta una grande corsa ad identificare per forza l'Inter. Non voglio dire che l'Inter è assolutamente estranea come ha detto la Procura ma aspettiamo ci sia qualcosa. Perché anche quell'eventuale colloquio istituzionale con questo dirigente addetto agli arbitri, che è l'unico a poter parlare col designatore, ove mai ci sia stato questo contatto ma dalle notizie sembrerebbe un contatto indiretto tra terze persone, certamente porterebbe a nessuna posizione.
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Avvocato Afeltra: “Inter? Ad oggi nulla cosmico, il rischio massimo. Ma le vedove del 2006…”
Purtroppo il giornalismo deve correre: dire che c'è una combine interna agli arbitri interessa poco. Dire - “le vedove del 2006” - che l'Inter è incriminata vuol dire fare pari e patta come allora. E la cosa grave è il Ministro che auspica parità di trattamento; certo, ma a parità di citazioni, non sul nulla cosmico rispetto ad un'esplosione di elementi. L'ultima cosa che volevo dire è che in questo caso, a differenza di tutti gli altri casi, viene fatto un invito a comparire ai due indagati, che contiene obbligatoriamente l’avviso di garanzia ma non l'avviso di conclusione indagini preliminari. Tanto è vero che hanno chiesto la proroga.
Quindi quegli atti sono ancora coperti da segreto istruttorio, e non possono essere estesi, tanto è vero che la Procura FIGC e la Procura CONI, che hanno chiesto gli atti alla Procura di Milano, si sono sentite dire “non possiamo”, perché non si possono rivelare avviando una contestazione sulla violazione sportiva. Bisogna aspettare la conclusione delle indagini. Se Schenone avesse fatto qualcosa di illecito, l'Inter correrebbe solo il rischio di una penalizzazione nella prossima stagione, come successe al Milan con Meani nel 2006”.
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