- Squadra
- Calciomercato
- Coppa Italia
- Video
- Social
- Redazione
news
Altobelli: “Per la Figc punterei su Marotta, ecco perché. Troppi stranieri? Il problema…”
Intervistato da Tuttosport, Alessandro Altobelli analizza la disfatta dell'Italia. Per la terza volta consecutiva, gli azzurri non parteciperanno al Mondiale. "Come me lo spiego? Semplice, non abbiamo capito nulla, le due eliminazioni precedenti non sono servite per imparare la lezione. Per questo dico che quella di martedì è l'eliminazione più grave di tutte. Mi sentivo abbastanza tranquillo proprio perché eravamo preparati e sapevamo cosa non ripetere. Invece un altro disastro".
«Mi ha messo tristezza anche la conferenza stampa di fine partita. Mi sarei aspettato le scuse a tutta la nazione da parte di Gravina, Gattuso e Buffon. Invece ho sentito dire che avevamo giocato bene, che con l'uomo in meno abbiamo retto, che non meritavamo di uscire. No, non ci siamo. In queste partite conta solo il risultato, il resto non ha senso, e il risultato non è arrivato».
«Eh beh, sono loro che hanno pianificato questo progetto tecnico e di solito quando ci sono fallimenti così grandi ci si prende le responsabilità. Gravina ha scelto Buffon, Buffon ha scelto Gattuso».
«Bisogna prima di tutto riavvicinare la gente alla Nazionale perché si è logicamente allontanata tanto, tantissimo. La delusione è troppo grande. Mi aspetto a breve un nuovo progetto tecnico, che riporti entusiasmo».
«Vedrei bene Giuseppe Marotta come presidente federale. Non lo dico perché è dell'Inter, la squadra dove ho giocato tanti anni e ho nel cuore. L'avrei detto anche fosse stato ancora alla Juventus. Conosce il calcio come pochi, sa cosa deve fare. È arrivato in alto partendo dalla gavetta: Varese, Monza, Como, Ravenna, Venezia, Sampdoria, Juventus e Inter. La sua è stata una crescita graduale, ne ha viste di tutti i colori e sa cosa fare. Sarebbe il giusto approdo dopo una carriera di massimo rispetto».
«Non credo che ne facciano un problema economico, non ne hanno bisogno. Anche per quello mi aspettavo le dimissioni. I loro stipendi in fin dei conti sono anche soldi degli italiani».
«Non mi soffermerei sui singoli. Certo poi è chi va in campo che vince o perde le partite, ma i giocatori si portano anche appresso tutto il resto. Nonostante quanto già accaduto dal 2006 a oggi, il calcio italiano non ha risolto i suoi problemi, che già si palesavano dopo quella vittoria. Anzi più passavano gli anni e più si acuivano. Non è stato messo un freno».
«Il problema non è nemmeno quello. O non solo. Io dico di cominciare a mettere i giocatori italiani, fin da piccoli, nelle migliori condizioni per arrivare pronti in Nazionale e vedrete che la nostra terra tornerà a produrre calciatori forti e completi. Com’è sempre stato».
(Tuttosport)
© RIPRODUZIONE RISERVATA