fcinter1908 news interviste Autista arbitri: “Vogliono colpire Rocchi e Gervasoni per risentimento. La lite di Inter-Verona…”

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Autista arbitri: “Vogliono colpire Rocchi e Gervasoni per risentimento. La lite di Inter-Verona…”

Marco Astori
Marco Astori Redattore 

A proposito: trapela che lei sia stato fra i testimoni della furiosa lite fra Gervasoni e Nasca dopo il famoso Verona-Inter e il fallo non fischiato a Bastoni...

«Vero, tra i tanti presenti c’ero pure io, a Lissone, fuori dagli studi della Var. Ci fu una discussione con toni accesi, ma non da far west come qualcuno ha detto. Io ero lì ad aspettare in macchina, nelle vicinanze altri quattro o cinque arbitri. Poi penso si siano chiariti».

Ma quando torna a prenderli a fine giornata qualcuno si sfoga, magari dopo un errore commesso?

«Chi sbaglia solitamente resta in silenzio. Lo si capisce guardandolo in faccia. In generale dopo le partite gli arbitri sono sempre molto provati, direi “cotti“ perché non si reggono in piedi dopo novantacinque minuti di tensione davanti al Var e parlano poco... Per loro è difficilissimo, mi creda. Aspettano di tornare a casa per rivedersi tutto a freddo e farsi passare i dubbi»

Lei che idea si è fatto di questa vicenda, visto che l’accusa nei confronti di Rocchi è di frode sportiva e nelle carte si parla di arbitri “graditi“ o “non graditi“ all’Inter?

«Intanto se questo fosse vero mi viene da pensare una cosa: chi percepisce di essere sgradito a qualche squadra può aver parlato solo per rovinare qualcuno. E comunque, premesso che il mio giudizio può sembrare di parte perché sono un tifoso dell’Inter, resto davvero meravigliato. Per me è tutta gente pulita e che non ha nulla da temere. Rocchi e Gervasoni sono bravissime persone con tanta voglia di lavorare».

Però ad oggi sono fra gli indagati...

«È evidente che qualcuno abbia voluto far loro del male. E posso anche capire il motivo: Rocchi ha un ruolo delicato, perché deve giudicare tanti arbitri e magari per lui venti sono bravi e altri dieci sono andati male. E quelli scontenti, lasciati a casa a fine anno, siccome non la prendono bene hanno un risentimento personale nei confronti del designatore. Ma per me lui è un galantuomo. Se poi ci fosse qualcosa di più grosso mi farebbe molto male».

Da domani a domenica riprende il suo tragitto Milano-Lissone-aeroporto. Di che umore pensa di trovare i suoi amici arbitri?

«So per certo che sono spaventati e in parte demotivati. Sa il problema qual è? Si toccano le famiglie: questi non vanno a fare una rapina, sono solo arbitri.

Sbagliano un fuorigioco e si trovano sulle prime pagine dei giornali. Io conosco Di Vuolo, lui è addirittura un “avar“. Non ha detto neppure una parola eppure sul lavoro, qui a Bergamo, gli fanno tutti domande e non lo lasciano in pace. Le sembra giusto?».