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fcinter1908 news interviste Bergomi: “Scudetto Inter, 2 momenti topici. Questo il merito di Chivu. Mercato, ecco cosa farei”

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Bergomi: “Scudetto Inter, 2 momenti topici. Questo il merito di Chivu. Mercato, ecco cosa farei”

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Intervistato da Repubblica, Beppe Bergomi ha parlato dello scudetto conquistato dall'Inter
Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 

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Intervistato da Repubblica, Beppe Bergomi ha parlato dello scudetto conquistato dall'Inter. L'ex capitano nerazzurro ha capito che la squadra avrebbe vinto il tricolore in un momento preciso: "Dopo il ritorno col Como. Le inseguitrici hanno perso spinta, hanno cominciato a perdere. Altro momento topico: l'uscita dalla Champions col Bodø, che è stata dolorosa ma ha aiutato a salvare energie".

Il gol decisivo della stagione?

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«Quello di Çalhanoglu contro la Roma, che ha dato coraggio alla squadra e ha creato la premessa per una ripresa stupenda».

Il maggior merito di Cristian Chivu?

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«È stato bravo a riconoscere il lavoro di Inzaghi e ad aggiungere le sue idee, senza guastare gli automatismi e senza mettere in difficoltà i giocatori».

Se lo aspettava vincente al primo anno?

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«Sapevo che avrebbe fatto bene. Roberto Samaden, a lungo responsabile del settore giovanile, diceva che Cristian entra nel cuore dei suoi calciatori. Così è stato».

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Il miglior giocatore della stagione?

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«Lautaro. È stato capocannoniere anche giocando meno, e ha capacità di leadership pazzesche. Un gradino sotto, metto Zielinski e Dimarco».

La sorpresa più bella?

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«Pio Esposito. Entra e dà energia».

Resta qualche rimpianto o lo scudetto cancella tutto?

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«Io sono per restare in corsa su tutti gli obiettivi, ma dopo una stagione come la scorsa, senza titoli, ne serviva una così».

Pensa che l'inchiesta sugli arbitri possa avere preoccupato i giocatori?

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«Sono ragazzi, certo che si preoccupano. Ma la società è stata brava a gestire tensioni, voci e spifferi. Da garantista dico: non affrettiamo conclusioni».

Lei diceva che l'Inter di Inzaghi era "più brava, non più forte". Vale anche oggi?

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«Ancora di più. Le concorrenti hanno investito sul mercato. L'Inter ha inserito un solo titolare, Akanji. E ripartiva dallo shock di Monaco».

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Le concorrenti hanno avuto molti infortuni, il Napoli soprattutto …

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«All'Inter sono mancati Dumfries, Çalhanoglu, Lautaro, e nel finale di stagione anche Bastoni, che oltre ai guai fisici ha subito una gogna pubblica ingiustificata. Ha sbagliato, ma si è preso le sue responsabilità».

Si aspetta che possa lasciare l'Inter?

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«Dipenderà dalle offerte. Ha grande valore, non lo si può svendere. Lo vedo bene in Spagna, come in Premier League».

Se partisse, chi vorrebbe al suo posto?

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«Leggo di Muharemovic, mi piace: mancino, attento, può giocare sia a tre sia a quattro. Confermerei De Vrij come riserva. E servirebbe un difensore veloce».

Negli altri reparti?

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«Vorrei un centrocampista tecnico e fisicamente forte, come Koné, Rabiot o Khéphren Thuram E qualcuno che salti l'uomo, alla Nico Paz. È eccezionale, anche se è difficile prenderlo al Real Madrid. Ma la tipologia è quella».

Sulle fasce?

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«Mi piace tanto Palestra, ma è caro anche lui. L'Inter in questi anni è stata brava a costruirsi una base italiana, un collante forte. La Juve ha vinto nove scudetti così».

Suona come una rivoluzione …

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«Sì, ma senza rischiare troppo. Se non vai in Champions, oggi è un disastro. Devi mantenere un'ossatura che ti garantisca la qualificazione. Bayern e Psg, in campionati meno competitivi, sono sicuri di andarci. La serie A è diversa».

Quale deve essere l'obiettivo per la prossima stagione?

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«Vincere il campionato. E non vale solo per l'Inter. Milan, Napoli e Juve non possono dire "puntiamo ai posti Champions". Non è giusto verso i tifosi. La Champions è un'opportunità, ma è complessa: con la nuova formula, se non arrivi tra le prime otto, poi è durissima».

(Repubblica)