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Bergomi: “Scudetto Inter, 2 momenti topici. Questo il merito di Chivu. Mercato, ecco cosa farei”
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Intervistato da Repubblica, Beppe Bergomi ha parlato dello scudetto conquistato dall'Inter. L'ex capitano nerazzurro ha capito che la squadra avrebbe vinto il tricolore in un momento preciso: "Dopo il ritorno col Como. Le inseguitrici hanno perso spinta, hanno cominciato a perdere. Altro momento topico: l'uscita dalla Champions col Bodø, che è stata dolorosa ma ha aiutato a salvare energie".
«Quello di Çalhanoglu contro la Roma, che ha dato coraggio alla squadra e ha creato la premessa per una ripresa stupenda».
«È stato bravo a riconoscere il lavoro di Inzaghi e ad aggiungere le sue idee, senza guastare gli automatismi e senza mettere in difficoltà i giocatori».
«Sapevo che avrebbe fatto bene. Roberto Samaden, a lungo responsabile del settore giovanile, diceva che Cristian entra nel cuore dei suoi calciatori. Così è stato».
«Lautaro. È stato capocannoniere anche giocando meno, e ha capacità di leadership pazzesche. Un gradino sotto, metto Zielinski e Dimarco».
«Pio Esposito. Entra e dà energia».
«Io sono per restare in corsa su tutti gli obiettivi, ma dopo una stagione come la scorsa, senza titoli, ne serviva una così».
«Sono ragazzi, certo che si preoccupano. Ma la società è stata brava a gestire tensioni, voci e spifferi. Da garantista dico: non affrettiamo conclusioni».
«Ancora di più. Le concorrenti hanno investito sul mercato. L'Inter ha inserito un solo titolare, Akanji. E ripartiva dallo shock di Monaco».
«All'Inter sono mancati Dumfries, Çalhanoglu, Lautaro, e nel finale di stagione anche Bastoni, che oltre ai guai fisici ha subito una gogna pubblica ingiustificata. Ha sbagliato, ma si è preso le sue responsabilità».
«Dipenderà dalle offerte. Ha grande valore, non lo si può svendere. Lo vedo bene in Spagna, come in Premier League».
«Leggo di Muharemovic, mi piace: mancino, attento, può giocare sia a tre sia a quattro. Confermerei De Vrij come riserva. E servirebbe un difensore veloce».
«Vorrei un centrocampista tecnico e fisicamente forte, come Koné, Rabiot o Khéphren Thuram E qualcuno che salti l'uomo, alla Nico Paz. È eccezionale, anche se è difficile prenderlo al Real Madrid. Ma la tipologia è quella».
«Mi piace tanto Palestra, ma è caro anche lui. L'Inter in questi anni è stata brava a costruirsi una base italiana, un collante forte. La Juve ha vinto nove scudetti così».
«Sì, ma senza rischiare troppo. Se non vai in Champions, oggi è un disastro. Devi mantenere un'ossatura che ti garantisca la qualificazione. Bayern e Psg, in campionati meno competitivi, sono sicuri di andarci. La serie A è diversa».
«Vincere il campionato. E non vale solo per l'Inter. Milan, Napoli e Juve non possono dire "puntiamo ai posti Champions". Non è giusto verso i tifosi. La Champions è un'opportunità, ma è complessa: con la nuova formula, se non arrivi tra le prime otto, poi è durissima».
(Repubblica)
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