A San Siro per Inter-Monza, c'era anche Leonardo Bove, grande tifoso nerazzurro e tra i giovani sopravvissuti al tragico incendio di Crans-Montana

jones

VIDEO / Inter, l'abbraccio tra Zanetti e Curtis Jones. L'inglese: "Leggenda"

A San Siro per assistere alla prima uscita ufficiale dell'Inter, c'era anche Leonardo Bove, grande tifoso nerazzurro e tra i giovani sopravvissuti al tragico incendio di Crans-Montana. Intervistato da Repubblica, il giovane racconta l'emozione di tornare al Meazza dopo mesi difficili. "Mentre guardavo la partita papà continuava a dirmi Leo, stai bene? Io ero solo incantato, non riuscivo a smettere di pensare alla cosa bella che stavo vivendo. E rivedere lo stadio è stato un po' come rinascere sognando di tornare in campo".

Leonardo cos'ha provato?

«Un'emozione fortissima, unica. Solo qualche mese fa ero immobile in un letto e non mi sembra vero. È come se fossi tornato a respirare, ho ritrovato un pezzo della mia vita».
FC Internazionale v AC Monza - Serie A 2026/27

FC Internazionale v AC Monza - Serie A 2026/27
Getty Images

È stata l'Inter, la squadra che ama, a riportarla lì.

«Quando ero ricoverato più di un giocatore è venuto a trovarmi, una sorpresa incredibile in un periodo buio. Così ho conosciuto Zanetti e nei giorni scorsi ho deciso di scrivergli. Capitano, gli ho detto, se potessi venire allo stadio ne sarei felice, ora posso. Mi ha risposto subito. E sabato mi sono ritrovato lì, a vivere un'esperienza che mai avrei pensato».

Chi l'ha accompagnata?

«Mio papà e mio nonno, che a San Siro non c'era mai stato. Ho potuto vedere i giocatori allenarsi, Marotta mi ha riconosciuto e mi ha portato più possibile vicino al campo, in una di quelle aree super costose dove di solito vedi le mogli e i figli dei calciatori. Ho incontrato Mkhitaryan, c'era Candreva. Curtis Jones, il nuovo acquisto, era seduto dietro di me».

Qual è stato il momento più forte?

«Al primo gol di Calhanoglu sono tornato a esultare. Mi sono alzato in piedi velocissimo. Anche quello di Pio mi ha emozionato».

zanetti coppa italia 2026 (1)
Getty Images

È uscito dal Niguarda un mese fa, ha passato metà del 2026 in ospedale. Come ha resistito?

«Sono stato dimesso il 17 luglio, il giorno del compleanno di Achille (Barosi, mai riemerso vivo dal Constellation, ndr). Ho pensato che fosse stato proprio lui a farmi uscire. Ed è stato il calcio, insieme alla mia famiglia, agli amici, agli affetti più cari, a tenermi compagnia. Durante quei mesi infiniti non potevo fare molto, così guardavo le partite, pensando alla vita fuori che sarebbe tornata, ne ero sicuro».

Lei è uno dei feriti più gravi di Crans. Il fuoco si è preso il 60 per cento del suo corpo. Come sta ora?

«Il mio corpo sta bene, sto migliorando a vista d'occhio. Da quando sono stato dimesso sono stato sbendato molto, sul viso, sulle gambe. Sono fasciato sulla schiena e sulla testa, ma c'è una parte dove mi stanno ricrescendo i capelli. La mamma, ogni volta che mi medica, adesso può farmi lo shampoo sul davanti, li lava con cura. Dietro ci vuole ancora pazienza, ma io ne ho».

(Repubblica)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti