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fcinter1908 news interviste Bruno: “Inter la più forte, non si discute. Ma una cosa fa riflettere. Stasera tifo Como”

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Bruno: “Inter la più forte, non si discute. Ma una cosa fa riflettere. Stasera tifo Como”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Intervistato da Repubblica, l'ex giocatore ha parlato della semifinale di Coppa Italia tra Como-Inter

Intervistato da Repubblica, Pasquale Bruno ha parlato della semifinale di Coppa Italia tra Como-Inter. L'ex giocatore, inoltre, ricorda il suo periodo con la maglia dei lariani. "Un bellissimo gruppo: tutti giovani, con i figli piccoli, in una città meravigliosa. Ci vedevamo spesso a cena con le mogli e i bambini, eravamo una famiglia e infatti ci vogliamo bene ancora adesso. Come squadra, la nostra mi ricorda molto il Como di oggi. Certo, questo ha una proprietà miliardaria, ma quanti club ricchi buttano via i soldi sul mercato? Invece, oggi come 40 anni fa, il Como spende con intelligenza, va a cercare i giocatori giusti, con grandi prospettive. Tra i miei compagni nei quattro anni in cui sono rimasto lì, dal 1983 al 1987, Tempestilli è andato alla Roma, Matteoli all'Inter, Borgonovo al Milan, Fusi al Napoli, Mattei alla Fiorentina".

E lei è passato alla Juventus.

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«Mi volle proprio Marchesi. Perché anche i tecnici di quella squadra hanno fatto carriera: Bianchi ha vinto il primo scudetto del Napoli e con Mondonico sono arrivato a quella maledetta finale di Coppa Uefa con il Torino. Io non li chiamerei allenatori, erano gestori: sapevano lavorare con ragazzi che avevano personalità e carattere, ci davano le dritte giuste ma non ci soffocavano, decidevamo sempre noi la giocata o magari, in difesa, lo scambio di marcatura. Non come oggi, con quelli che io chiamo calciatori da subbuteo, che in campo sono mossi con la cordicella dall'allenatore in panchina. Sempre lo stesso copione: costruzione dal basso, palla avanti, palla indietro e ancora palla avanti. Che noia, tutte le partite uguali. Poi vedi giocare Nico Paz e capisci cosa è veramente il calcio».

Chi le piace nel Como di oggi, oltre all'argentino?

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«Mi piace che sono tutti giovani e con un fisico normale, non giganti. Sono convinto che i grandi calciatori abbiano una statura media, un passo, un'eleganza, una tecnica che chi è troppo alto non può avere. Fabregas ha riprodotto il gioco del Barcellona suo e dei suoi compagni di merende a centrocampo. Solo i difensori sono altissimi: ormai sembra che se non sei almeno 1,90 là dietro non puoi trovare spazio. Ma mi chiedo: Fabio Cannavaro, che è 1,76, oggi non potrebbe giocare ad alti livelli? Ma li vedete i difensori di adesso?».

Il Como affronta l'Inter.

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«La più forte d'Italia, non si discute. Che ha 10 punti di vantaggio in campionato ma in Champions è uscita con il Bodø, una squadra normale. E questo fa riflettere. Certo i norvegesi sono ben organizzati e corrono tanto ma anche ai miei tempi gli altri andavano più veloce di noi. Però le squadre italiane avevano i fuoriclasse che facevano la differenza. Non voglio vincere facile con Maradona, ma insomma abbiamo portato a casa un Mondiale nel 2006 tenendo in panchina uno tra Totti e Del Piero».

Questa sera tifa Como?

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«Certo. Sopra a tutto ci sono il Torino, la mia vita, e il Lecce, la squadra della mia città. Ma poi c'è il Como. Quella maglia mi ricorda un gruppo favoloso».

(Repubblica)