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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico Fabio Capello ha parlato delle tre sconfitte delle italiane nel playoff di Champions
Come si spiega questo crollo delle italiane?
«Tre chiavi: forza fisica, velocità nel giocare il pallone, continuità di gioco. E vale per tutte: Inter, Juve, Atalanta. Quando il livello si alza, le italiane soffrono. Se su tre partite prendi 10 gol vuol dire che sta mancando anche l’abilità italiana nel difendere. L’attenzione, il livello che i nostri difensori hanno sempre avuto. I numeri parlano. Bisogna capire il perché. Ma il livello delle squadre di club si riflette sulla Nazionale e viceversa: io sono convinto che l’Italia andrà al Mondiale, il reparto offensivo non mi dispiace, ma torno al tema precedente. Mancano difensori marcatori».
Un altro problema della Serie A è l’intensità?
«Certo. L’altra sera l’Inter si lamentava mentre il Bodo correva, qui c’è sempre la scusante del contatto, della spintina. Colpe da condividere tra i giocatori che simulano e gli arbitri che abboccano. Se io mi butto a terra e vengo premiato, significa che tutto viene concesso. E in Europa non funziona così».
Per quanto riguarda l’Inter?
«Se mi avessero detto che la partita contro i norvegesi sarebbe andata così, mai ci avrei creduto. Conoscevo le difficoltà che avrebbero comportato campo sintetico e freddo, ma sono rimasto sorpreso. Il Bodo già oggi è una squadra molto più sviluppata rispetto a quella che ha battuto il City: non ha permesso all’Inter di fare il suo solito gioco fatto di cambi di campo, aperture e Dimarco che crossa. I nerazzurri hanno bisogno di Federico, non mi spiego perché sia rimasto in panchina per tutta la partita. Forse Chivu preferisce puntare sul campionato piuttosto che sul doppio impegno, forse ha sottovalutato l’avversario, forse la squadra è rimasta influenzata dal caos montato dopo la sfida con la Juve».
Quante possibilità di rimonta ci sono?
«Al ritorno non ci sarà Lautaro Martinez: assenza che pesa, ma gli attaccanti in rosa non mancano. Anche in questo caso ho fiducia perché a San Siro l’Inter potrà giocare come sa. Bisogna fare attenzione al Bodo che di recente ha raccolto vittorie anche fuori casa, ma non è impossibile. Anzi, dico 50-50. Vorrei evitare un’altra “musata” contro dei norvegesi, dopo quella presa dall’Italia...».
Il bilancio complessivo è ampiamente negativo...
«Così ne risente anche la Nazionale, questo è il frutto di quello che abbiamo seminato negli ultimi anni. Una volta costruivamo difensori unici, oggi si chiede di giocare il pallone ma non sanno difendere. Impostano ma non coprono. E se c’è gente veloce e tecnica si va in grande difficoltà. L’errore è a monte: nelle scuole calcio vengono impediti i dribbling, si cancella la fantasia, si lavora solo sulla tattica senza migliorare la velocità. In Serie A i palloni saltellano, in altri campionati corrono via rapidi. La Premier League è un altro pianeta ed è da loro che bisogna rubare le cose giuste: contrasti, arbitri, forza, velocità. Oggi i più forti del mondo vanno in Inghilterra. E appena abbiamo qualcuno bravo ce lo portano via... Ma è il modo di pensare calcio che è sbagliato».
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