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fcinter1908 news interviste Capello: “Calcio italiano è così, basta vedere in Champions. Mancini? Uno che molla e va via…”

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Capello: “Calcio italiano è così, basta vedere in Champions. Mancini? Uno che molla e va via…”

Andrea Della Sala Redattore 
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico Fabio Capello ha parlato del flop Nazionale e dei problemi del calcio italiano

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex tecnico Fabio Capello ha parlato del flop Nazionale e dei problemi del calcio italiano

«Purtroppo il calcio italiano è quello visto a Zenica, perché basta guardare anche la Champions, che è il top, e la risposta è unica: il calcio italiano è così».

Come si spiega il disastro della Nazionale?

«La partita con la Bosnia si poteva anche vincere, perché abbiamo commesso degli errori, però se non ci qualifichiamo anche dopo l’ampliamento delle partecipanti al Mondiale, significa che abbiamo dei problemi. Abbiamo visto che il nostro movimento deve fare qualcosa di diverso, deve cercare un’altra via, perché sono stati fatti degli errori che stiamo pagando, fallire tre qualificazioni di seguito significa che la malattia non è stata curata».

Dopo i precedenti fallimenti si sentivano gli stessi discorsi di oggi, ma è mancato anche il coraggio in certe scelte. Come si guarisce?

«Un tempo la Nazionale era formata dai blocchi delle squadre, adesso invece i giocatori sono “sparpagliati”. Senza blocco manca lo spirito di squadra. Gattuso ha cercato di portarlo, ha provato a creare un gruppo ma è difficile in queste condizioni».

Difetti più di tecnica, fisico, o mentalità?

«Tecnici. La Nazionale è lo specchio del campionato italiano. Da noi si cammina o si corricchia, negli altri Paesi corrono e scattano. Se vai a giocare una partita dove devi scattare, non sei abituato e vai in difficoltà. L’abitudine ti porta a pensare prima, ad aver la tecnica per anticipare il passaggio, per la velocità dello stesso e del controllo, tutte cose che noi in Italia facciamo a un ritmo non adeguato per il livello internazionale».

La materia prima non aiuta. Perché la qualità è scesa?

«L’errore più grave sta nei settori giovanili, dove a 12 anni fanno gli schemi. Io mi diverto quando faccio qualche speech , chiedo: avete ragazzini che giocano a calcio? Sì. Fanno gli schemi? Sì, mi rispondono tutti contenti. Beh, io manderei via l’allenatore subito. Non riescono a fare gli schemi i professionisti e li pretendono dai ragazzini. Ma fateli divertire, insegnate a calciare. Sa qual è il problema? È più facile fare gli schemi che insegnare la tecnica. È lì che siamo mancati, non abbiamo degli insegnanti adatti. Bisogna capire il difetto, non tutti siamo uguali, cambia l’altezza, un piede può essere grande, un altro ce l’ha piccolo. Insegnare, vedere, capire».

Torniamo a casa nostra: tre ct in due anni e mezzo hanno contribuito ad aumentare la confusione?

«Spalletti purtroppo ha fatto un bruttissimo Europeo, mancava completamente l’animus pugnandi, eravamo di una passività vergognosa. Di Mancini è meglio non parlare perché uno che molla la barca e va via per me è squalificato, troppo comodo. Gattuso ha cercato di recuperare la barca, ci ha dato determinazione e grinta, è stato tradito da un errore di un giocatore che lo poteva evitare. Ci saremmo attaccati, se fosse andata bene, a questo recupero di squadra, ma non avevamo fatto grandi partite. Saremmo andati al Mondiale ma sempre balbettando».

Gattuso si è dimesso, si riparte con un nuovo ct: meglio Conte o Mancini? O una terza strada?

«Deciderà il nuovo presidente, io non c’entro».

L’Italia avrà tempo e pazienza per ripartire ?

«Dipende sempre dalle direttive che ricevi. In generale, ci ha fatto male copiare Guardiola, il guardiolismo, parola che ho inventato io, è una cosa che non puoi copiare, perché lui ha fatto tutto con delle squadre da capacità tecniche e risorse non indifferenti. Bravissimo, ma non copiabile».

Presidente federale: scelta nuova o continuità?

«L’importante è che venga trovata una persona che abbia le idee chiare su cosa abbiamo sbagliato. Serve un presidente che scelga gli uomini giusti che sappiano di calcio, che vedano dove si può migliorare e come. E bisogna mandare via tutti quelli che hanno ridotto il calcio in questa maniera».

Lei farebbe il presidente federale?

«Alla mia età, ma siete matti?»