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fcinter1908 news interviste Cesari: “Il problema sono i soldi, ne girano troppi. Arbitri specchio della società, è tutto da rifare”

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Cesari: “Il problema sono i soldi, ne girano troppi. Arbitri specchio della società, è tutto da rifare”

Cesari: “Il problema sono i soldi, ne girano troppi. Arbitri specchio della società, è tutto da rifare” - immagine 1
L'ex direttore di gara e oggi commentatore per Mediaset ha parlato dell'indagine che ha travolto il calcio italiano
Fabio Alampi Redattore 

Graziano Cesari, ex direttore di gara e oggi apprezzato commentatore sui canali Mediaset, ha parlato ai microfoni del Corriere della Sera del caos scoppiato intorno al sistema arbitrale italiano: "Il problema sono i soldi. Ne girano troppi. Quindi aumentano le tensioni, le antipatie, i veleni. Al di là dell'inchiesta, della quale non conosco i dettagli, sono certo che la crisi degli arbitri italiani nasce così. Noi, ai nostri tempi, guadagnavamo poco. Non era un lavoro ma una missione. Come ha detto il mio grande maestro Paolo Casarin in un'intervista proprio al Corriere, gli arbitri devono cercarsi un lavoro vero, per essere liberi".

Cesari: “Il problema sono i soldi, ne girano troppi. Arbitri specchio della società, è tutto da rifare”- immagine 2

L'avviso di garanzia nei confronti del designatore Rocchi nasce dall'esposto di un arbitro dismesso.

"Io, in 167 partite che ho diretto non mi sono mai permesso una volta di contestare il giudizio di un osservatore. Non una. Il mondo degli arbitri è lo specchio della società: oggi se prendi un brutto voto a scuola arrivano i genitori a contestare i maestri".

Quindi come se ne esce?

"Come diceva il grande Gino Bartali: è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Bisogna riportare l'uomo al centro, l'arbitro al centro. Partendo dai ragazzini. Ma occorre un cambio culturale, ampio, serio".

L'Aia è spaccata fra correnti: tutti contro tutti.

"Il problema infatti parte dall'alto. Il presidente è inibito. Come si fa? Chi va in Federcalcio, in Lega, chi prende le difese degli arbitri? Gianluca si è ritrovato a dover coprire anche un ruolo politico, ma il suo è tecnico. Tutto il peso sulle sue spalle. Poi, se parliamo di rendimento degli arbitri è ovvio e giusto che si parli del designatore, che si metta in discussione lui. Ma l'origine del male, della crisi di tutto il sistema, parte dall'alto".

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Veleni e antipatie però fanno parte di tutti gli ambiti lavorativi...

"Certo. Anche ai miei tempi c'era rivalità, ma era sana. Oggi non più. C'è troppa politica, troppi inciuci. Gli arbitri sono una categoria speciale, questo va riconosciuto. Dall'anno scorso peraltro sono equiparati ai pubblici ufficiali durante l'esercizio delle loro funzioni. L'arbitro è simbolo di equità, di trasparenza. Deve esserlo. Sennò è finito tutto".

La Var va riformata?

"Questo è stato il peggiore anno di sempre, per la categoria. Troppi errori evitabili. La Var è cambiata in peggio: era nata bene, per aiutare, ora ci sono troppe interpretazioni, che cambiano ogni anno. Questo manda in tilt. La Var a chiamata può essere un aiuto. Ma non risolve tutti i problemi, che come vedete sono molto più ampi".