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De Laurentiis: “Difficile competere con Milan, Juve e Inter. Serie A a 16 squadre”
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, nel corso di una lunga intervista concessa a CBS ha parlato dei problemi del calcio italiano e internazionale: "Il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo. Le nuove generazioni hanno passione, ma non pazienza, non riescono a stare 2 ore davanti alla tv. Nelle partite c'è solo uno stupido intervallo di 15 minuti tra un tempo e l'altro e non capisco perché. Si potrebbero dividere i due tempi, magari 25' ognuno con il tempo effettivo come nel basket. Il calcio è un'industria e loro non lo capiscono. Noi investiamo tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che si credono i proprietari del calcio, chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono. Troppo facile fare soldi così".
"Il numero delle partite è esploso. La Uefa vuole fare più soldi, così fa le competizioni più lunghe. Poi dopo l'arrivo del Re Infantino abbiamo fatto il Mondiale per Club. I giocatori non possono giocare 70 partite in una stagione, altrimenti è un suicidio. Puoi farlo una stagione, ma come possono resistere? I soldi guadagnati dovrebbero essere dei club e non della federazione, questa è la prima distinzione. Perché la Uefa fa troppi soldi e anche la Fifa. Loro dicono che distribuiscono, ma non è così. Mentono, non dicono la verità.
In Italia? Sto spingendo da anni per tornare al campionato a 16 squadre, non a 20. Ridurre il numero di partite di permette di avere 2 mesi per allenare la Nazionale. Poi vorrei sapere perché non c'è un'assicurazione se un giocatore si fa male con le nazionali. Loro vogliono i nostri giocatori? Devono pagare. Perché li devo dare gratuitamente? Sono una mia proprietà, non loro".
"Noi guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto di Real Madrid, PSG, Manchester City e United. Così è veramente difficile essere in competizione con loro. Questo è unproblema, noi dobbiamo restare molto attenti alla gestione economica del club per competere e rendere la difficile la vita agli altri. FIGC? Non serve un ex giocatore, ma qualcuno che possa parlare politicamente con il governo per ottenere qualcosa che non abbiamo mai avuto. Per risolvere problemi fiscali e burocratici. Abbiamo bisogno di persone con credibilità, che possano parlare con i ministri e risolvere i problemi".
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