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Di Canio: “Rigore Nico-Bonny? Era fallo al contrario! Atteggiamento Calhanoglu…”
Paolo Di Canio, ex calciatore e ora opinionista, è intervenuto negli studi di Sky nel corso di Sky Calcio Club per commentare Como-Inter e i temi caldi del campionato di Serie A e del calcio italiano.
Vittoria decisiva per lo Scudetto?
"Bastava anche il pareggio. Una partita in più che se ne va. Il Como che è difficile, onestamente, per il calendario. Tutti pensavamo, io non proprio così, perché immaginavo, sì, ma perché il campionato è scarso. “Il Napoli le vince tutte… il Barcellona di Guardiola…”. Il Napoli ha avuto difficoltà anche l'anno scorso quando stava bene a vincere partite anche come a Parma che pareggiò anche l'anno scorso, se ci ricordiamo. Adesso le doveva vincere tutte… Non sappiamo perché, forse perché vogliamo che ci sia più lotta e auspichiamo una lotta fino alla fine perché tifiamo qualche squadra ma perché ci piace, no? Un po' più di suspance. Però onestamente sette punti pure sarebbero bastati.
Sul rigore Nico Paz-Bonny:
“Vuol dire che tu non puoi scivolare neanche a mezzo metro dall'avversario, ma se ci fosse stata nell'imminenza mentre calcio, vado a contrastare la palla col mio piede e lui calciando appena tocca la palla, perciò non posso neanche slanciarla, colpisco il piede ed è fallo. Subito, lì, vicino, ma a mezzo metro, che scivola oltre, perciò nello slancio gli va a colpire praticamente gli zibidei oltretutto il sedere sotto. Io darei il fallo al contrario ora per fare una battuta. Vuol dire che se fosse stato altri 30 centimetri in lontananza, quello slancio della gamba comunque lo va a colpire, perché sarebbe fermato lo slancio: e rigore anche quello, cioè a 70 centimetri, 80 centimetri".
Poi l'ex attaccante si concentra su alcuni dettagli dei nerazzurri:
"Il grande pressing, organizzazione, entusiasmo che ha questa squadra al Como, in un momento dell'Inter che qualche fantasma lo rivede, lì in mezzo che provavano comunque ad uscire, ma con molta lentezza, non con convinzione. Per la bravura del Como, anche per un atteggiamento. Ci sono due o tre situazioni, adesso lo dico proprio per il fatto negativo, per far capire che invece bravi dopo, allora si sono liberati, anche per il Como che è stato meno aggressivo, meno densità, meno cattiveria, hanno trovato gli spazi, però la fisicità poi c'è. Con qualche cambio, però quei giocatori anche di cui si parlava, un po' stanchi, dopo sono usciti fuori. Perciò un mix di tutte e due le cose. Calhanoglu, ci sono due situazioni, al trentesimo l'abbiamo visto sul batti e ribatti, prima di subire poi il gol, È un atteggiamento quello, cioè una palla in area di rigore, arrivano a contrasto a tre metri dalla porta l'attaccante del Como, il difensore dell'Inter. Calhanoglu e Barella sono ancora al limite dell'area di rigore, fermi a guardare cosa succede. Così, che fanno così, la palla rimbalza verso di loro e uno fa "Tu, tu, calmo tu". Vengono anticipati di petto con un giocatore in corsa e vanno al tiro. Poi si fermerà l'azione, è un atteggiamento quello, cioè non può essere un aspetto fisico di stanchezza. Dopo che Calhanoglu, aveva fatto una bella intervista il giorno prima “noi andremo lì perché non vogliamo perdere il campionato per un punto”. E poi l'atteggiamento è quello, sul gol. Lui è, ma lo dico in negativo per dire quanto è stato bravo dopo poi a recuperare. Lui, c'è la palla a sinistra, è più alto della linea della palla, lontano, la palla sfila e lui arriva in corsa, in ritardo e scivolata, poi avvia. Nico Paz con la punta e vanno a fare gol. Cioè lui, che è il leader in questo momento tecnico, che parla da leader anche caratteriale, però l'atteggiamento è sbagliato in quelle due-tre situazioni".
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