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Dzeko: “L’Inter merita di essere sempre al top. Muharemovic? Grande futuro, è pronto”
Dopo una prima parte di stagione negativa con la Fiorentina, Edin Dzeko ha scelto di tornare a giocare in Germania, dove si era fatto conoscere al grande pubblico con la maglia del Wolfsburg, accettando la proposta dello Shalke 04 e contribuendo con 6 gol e 3 assist in 10 presenze alla promozione del suo nuovo club. L'attaccante bosniaco, intervistato da Sky Sport, ha avuto modo di parlare delle sue ex squadre italiane, a partire dall'Inter:
"L'Inter è un grande club e io lì sono stato non bene, ma benissimo. So cosa significa quella maglia e cosa significa giocare per l'Inter. Ora che ha vinto si dice che gli altri non siano forti, ma non la penso così. È stata una grande stagione, con due trofei: bisogna dare tanto merito all'Inter e a Chivu, che ha fatto la doppietta nel suo primo anno in nerazzurro. L'Inter è un club che merita tutto questo, di essere sempre al top. La società va in questa direzione da anni, non è un caso che abbia vinto due coppe".
Spazio poi al suo connazionale Tarik Muharemovic, difensore emergente del Sassuolo e finito nel mirino proprio dei nerazzurri: "Muharemovic all'Inter? Beh, se c’è la possibilità spero proprio di sì: sarebbe top per lui e per il club. Ha un grande futuro davanti, ha la qualità e la testa giusta per giocare lì".
"Italia arrogante contro la Bosnia? Arroganza non l'ho vista. Dopo quello che è successo con Dimarco e Vicario è normale poterlo pensare, ma non credo fosse arroganza anzi. Fa parte del gioco, non mi sono arrabbiato. L'ho fatto anch'io tante volte, ma con i social bisogna stare attenti. Anche perché alla fine questa cosa un pochino è andata a nostro favore. Anche voi media però non avete aiutato: avete messo ancora più pressione.
Si parlava tanto del nostro stadio piccolo, dei balconi intorno, più che del fatto che l'Italia rischiava di non andare al terzo Mondiale di fila. Non si parlava di noi. Poi abbiamo dimostrato il nostro valore in campo, anche se penso che l'Italia resti molto più forte di noi. Ci ha aiutato il rosso di Bastoni, ovviamente, ma le partite si decidono anche in pochi momenti determinanti. Certo anche in dieci uomini l'Italia poteva fare meglio: noi abbiamo fatto 64 cross e difendere così non è facile. A un certo punto è normale che prendi gol".
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