Intervistato da La Stampa, Gianfelice Facchetti ha detto la sua sul cammino dell'Inter e sul lavoro svolto fin qui da Chivu:

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Facchetti: “Scudetto? Sarebbe incredibile vincerlo grazie alla Juve. Doveva essere transizione…”
Gianfelice Facchetti, la sua Inter prepara la festa...
«Lo scudetto è vicino, ma allo stadio del Toro non verrà celebrato ed è giusto così».
Magari i nerazzurri esulteranno sull'autostrada?
«Sarebbe incredibile vincerlo, mentre si torna a casa, grazie alla Juve... Roba da Mito (sorride, ndr)».
Si ricorda la sua ultima volta a Torino da tifoso?
«L'Inter a Torino non l'ho mai vista e quindi sarà una prima volta per me. Ricordo un'Italia-Jugoslavia degli Anni '80 al Comunale nella nebbia: ero con Giovanni Arpino, mio padrino di battesimo e grande amico di papà. Una vita fa e anche per questo ci tenevo a tornare: l'avevo già deciso da mesi, non sapendo sinceramente dove saremmo arrivati e quindi le circostanze sono anche più allegre».
L'Inter può fare doppietta tra scudetto e Coppa Italia.
«La vittoria sul Como mi conferma che in questo finale si siano sbloccate ancora più energie e come Chivu sia riuscito a rendere protagonisti tutti, riserve comprese. Per questo, a mio avviso, la doppietta aggiungerebbe enfasi a una stagione che per i più doveva essere di transizione».
Che cosa la stupisce?
«L'Inter ha trovato una regolarità e un modo di saper lavorare. Magari ci può essere la stagione in cui perdi tutto all'ultimo, come è successo anche nel 1967, e ci può essere l'annata in cui magari qualcuno non risponde alle aspettative e ne approfitti tu».
Quanti meriti ha Chivu?
«Mi piaceva come profilo umano, ma come allenatore era da scoprire. È riuscito a rivitalizzare un gruppo che aveva bisogno di entusiasmo dopo il finale dell'anno scorso e quindi è stato veramente una rivelazione. Con tante note belle, come Pio Esposito: un ragazzo cresciuto nel settore giovanile che finalmente si riesce a inserire con grande maturità».
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