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fcinter1908 news interviste A. Fontana: “Mi rivedo in Barella. Tifavo Milan, ma ora amo l’Inter. Lo scudetto…”

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A. Fontana: “Mi rivedo in Barella. Tifavo Milan, ma ora amo l’Inter. Lo scudetto…”

Gianni Pampinella
Gianni Pampinella Redattore 
Intervistata da Sportweek, Arianna Fontana parla della sua passione per l'Inter e rivela: "Tifavo Milan"

Intervistata da Sportweek, Arianna Fontana parla della sua passione per l'Inter. L'atleta italiana con più medaglie olimpiche nella storia, rivela però, di aver tifato Milan: "Anche se all’inizio tifavo Milan, poi mio fratello mi ha fatto convertire. Zanetti il primo idolo, le due semifinali col Barcellona le partite del cuore. Mi piace Dimarco, mi rivedo in Barella e per una staffetta di short track sceglierei Dumfries".

Perché proprio lui?

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«È olandese! E magari buon sangue non mente visto che nel mio sport sono spesso molto forti (sorride)».

Prima di essere un cuore nerazzurro tifavi per i cugini rossoneri, come mai?

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«Lo facevo per par condicio, volevo dividere la casa a metà visto che mia mamma tifa Milan, mentre papà e fratello sono nerazzurri sfegatati. Loro si disperano proprio quando perde l’Inter! Posso dire che ero una milanista non praticante, nel senso che non seguivo così tanto il calcio. Poi...».

Poi il colpo di fulmine?

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«Ho iniziato ad andare allo stadio con mio fratello, seguivo le partite coi suoi occhi. E così è nato il mio amore per i nerazzurri».

La prima volta a San Siro?

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«Non ricordo esattamente la partita, però credo fosse un derby».

Che effetto ha fatto essere premiata da Zanetti prima di Inter-Genoa?

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«È stato magico. Ho anche rivissuto un po’ la cerimonia d’apertura dei Giochi, visto che giusto un mesetto prima ero stata portabandiera proprio al Meazza. Comunque vedere lo stadio nella sua veste originale è pazzesco, ogni partita è uno spettacolo. I cori, i salti, i balli... Una volta lì è impossibile non farsi trasportare».

La partita che ti ha trasportato di più?

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«Vabbè, facile: le due semifinali di Champions contro il Barcellona. I ragazzi ci hanno regalato qualcosa di veramente clamoroso. All’andata ero in Spagna, una cosa allucinante: abbiamo fatto 3-3 nella tana del leone. Neanche il tempo di sedermi e avevamo già fatto gol, quasi ci sono rimasta male. Mi chiedevo: ma che cosa sta succedendo?».

E poi al ritorno...

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«Ero al Meazza con mio fratello. La rimonta finale col gol di Acerbi, poi il sorpasso di Frattesi... È venuto giù lo stadio, ero senza parole».

Per lo scudetto ovviamente è fatta?

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«Da atleta non guardo mai il risultato finale. Penso gara per gara, turno dopo turno. Nel calcio è uguale: non è finita finché non lo è... ma quando hai continuità, sei sulla strada giusta».

Ti vedremo all’eventuale festa?

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«Prima si arriva in fondo, poi si festeggia. È una regola che vale nello sport e nella vita. Però, se ci sarà qualcosa di bello da condividere, perché no!».