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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista della Juve Giaccherini ha parlato del ritorno di Conte sulla panchina dell'Italia:
«È il condottiero a cui aggrapparsi nelle difficoltà. Ti prepara come soldati in battaglia, esattamente quello che servirebbe adesso».
Giaccherini, in cosa Conte è diverso dagli altri?
«Sicuramente nel modo in cui ti cambia. Ha un modus operandi che ti entra dentro. Se lo segui, cresci. E per lui i giocatori sputano sangue. Sa creare un’empatia unica con il gruppo».
È quindi l’uomo giusto per ripartire e rifondare?
«Assolutamente. È il migliore, ci riporterà ai Mondiali. Ha già dimostrato di saper fare bene alla guida della Nazionale. E lo dice la sua storia: ha rifondato con la Juventus, con l’Inter e con il Napoli. E lo farebbe anche con l’Italia, ora più che mai».
Un po’ come fece anche con la vostra di Nazionale...
«Già, arrivò e cambiò tutto. Io lo avevo avuto alla Juventus e sapevo cosa poteva dare al nostro gruppo. Sia a Torino che a Coverciano le sedute erano massacranti, ma in campo volavamo. Ci disse che fare bene era la nostra missione e che dovevamo essere soldati pronti alla battaglia. Non avevamo campioni, ma è stata la fame a fare la differenza».
Quella che è mancata in Bosnia.
«Fame e coraggio. E non esiste persona migliore di Antonio per riportarle. I giocatori andrebbero in guerra per lui: non guarda come ti chiami o quanti anni hai, ma soltanto se ti alleni e se dai tutto. Ti spinge oltre il tuo limite e a credere in quello che si fa. Il lavoro è alla base del suo successo. In più, bisognerà ristabilire un rapporto tra i club e la Nazionale. Mi lasci dire una cosa, se posso...».
Prego.
«Intanto penso che Antonio, allenando adesso il Napoli, possa capire bene le esigenze che si hanno nei club e dunque mediare tra le parti. In più, credo che si debba ricostruire l’amore per la Nazionale. Negli ultimi anni si pensa troppo al business e ai soldi, ma bisogna riscoprire il valore dell’Italia come sistema».
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