Inacio Pià spiega la scelta di Samuele di vestire la maglia azzurra rinunciando all’opportunità di giocare per il Brasile
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Intervistato da Repubblica, Inacio Pià racconta il figlio. L’ex attaccante di Napoli e Atalanta spiega la scelta di Samuele di vestire la maglia azzurra rinunciando all’opportunità di giocare per il Brasile. “Samu l'Italia l'ha scelta e sognata, la convocazione lo ha riempito di gioia”.
Racconti, Pià: cosa si prova a vedere un figlio in Nazionale?«Viviamo questo momento con orgoglio, anche se tutti in famiglia a partire da Samuele sappiamo che si tratta solo di un piccolo passo. Lui è nato e cresciuto a Bergamo, non ha mai avuto dubbi: il Brasile ci ha contattati tante volte, anche prima del Mondiale U17 e poi nell'U20 per le qualificazioni olimpiche. Ma Samuele voleva solamente l'Italia».
La vostra è una dinastia di calciatori. Lei, suo fratello Joelson, ora suo figlio: Inacio può diventare il più forte della famiglia?«Se dico sì può sembrare la risposta del papà tifoso. Ma io sono sempre stato equilibrato, Inacio ha un talento diverso e un potenziale superiore, ci sono già i primi risultati a parlare per lui».
Che tipo di attaccante è?«Il classico numero 10, molto creativo, gli piace avere la palla tra i piedi, saltare l'uomo, ma sa fare anche la seconda punta e l'esterno, se serve. È un giocatore molto intelligente dal punto di vista tattico e ha la forza fisica per fare bene entrambe le fasi».
Lei è arrivato dal Brasile a 14 anni ed è rimasto in Italia per tutta la carriera. Suo figlio ha scelto di lasciare Bergamo per Dortmund.«Io sono grato all'Atalanta e all'Italia per tutto quello che mi hanno dato. Lui ha parenti e amici qui. Ma in Germania è felicissimo, fa parte di un club e un progetto importanti. Aveva voglia di fare un'esperienza pure di vita diversa, lontano da casa. Anche l'Atletico Madrid lo corteggiava».
In Serie A invece i giovani faticano a trovare spazio.«Il materiale per lavorare in Italia c'è anche adesso, ma serve più coraggio e pazienza, buttare dentro i giovani e aspettarli, manca questo. Le pressioni per i risultati ci sono ovunque, anche in Germania, però scelgono su chi puntare e lo fanno in fondo, preferendo la qualità di pochi alla quantità di molti...».
E nel futuro di suo figlio Inacio cosa vede? Può tornare in Italia?«Lui è sereno, ha voglia di spaccare il mondo, gli auguro di continuare con questa testa. La Serie A? Mai dire mai, ma ora è focalizzato sul Dortmund».
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