Una lunga intervista, tanti ricordi e un racconto che parte dall'infanzia e arriva fino al Mondiale del 2026. Con i passaggi sull'Inter
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I RICORDI DEL PADRE E DEL FRATELLO
I RICORDI DEL PADRE E DEL FRATELLO
"Mio padre mi ha accompagnato tantissime volte agli allenamenti in moto. Altre volte andavamo in bicicletta, insieme a mio fratello, quando lui non poteva lavorare.Anche mia madre lavorava. Quando tornavamo da scuola, a volte preparavamo velocemente da mangiare insieme a mio fratello, perché magari non ci piacevano le verdure che nostra madre ci aveva lasciato.
Allora ci preparavamo un piatto di pasta. Poi prendevamo le biciclette e pedalavamo per 45 minuti, a volte un'ora, per arrivare al club in tempo per allenarci.
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Perché durante tutta la mia infanzia, anche alle dieci di sera, io e lui giocavamo uno contro uno in un piccolo campo che avevamo costruito insieme, con una pala.
Credo che tutte queste cose, indipendentemente dal fatto che poi sia diventato o meno un calciatore professionista, siano i ricordi più belli della mia infanzia.
Aver condiviso tutto con mio fratello, aver lottato insieme per un sogno. Io sono riuscito a realizzarlo, lui per diverse circostanze non ci è riuscito.
Ma alla fine entrambi abbiamo sempre vissuto per il calcio. Ancora oggi lui è legato a questo sport, aiuta mio padre con il club a Bahía Blanca.
Voglio anche ringraziarlo, perché sicuramente mi ha aiutato moltissimo a migliorare".
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